In un’intervista al Corriere della Sera Leon Panetta, ex direttore della CIA ed ex Segretario della Difesa degli Stati Uniti, si chiede quale sia il reale obiettivo del conflitto iraniano. “Non abbiamo buoni precedenti di cambio di regime e di nation building – riferimento alla guerra in Yemen e Nord Vietnam, n.d.r. – se il regime resta al potere con una nuova leadership sarà molto difficile produrre il tipo di cambiamento che vuole il presidente“. La guerra, secondo Panetta, andrebbe interrotta prima di 4-5 settimane.
Anticipa inoltre l’eventualità che Trump decida di inviare truppe via terra, strategia che non sempre funziona. “Ci sono altri tipi di operazioni possibili”, volte a “sviluppare la leadership e l’organizzazione necessaria in Iran”, ma ora la popolazione civile ha paura. Per i bombardamenti, ma anche per le potenziali reazioni da parte degli ayatollah.
Più di 30mila persone sono state uccise durante le manifestazioni. “Scenderanno in strada e cercheranno di rovesciare il regime? – si chiede infine Panetta – deve esserci un piano per cercare di fornire le armi di cui avrebbero bisogno per realizzare quell’obiettivo. Non sono certo che il governo lo abbia fatto”. L’esito del conflitto rimane quindi incerto.
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