L’ubriacatura ideologica sembra essersi esaurita, lasciando spazio alla realtà dei numeri. Gli italiani si sono stancati delle scorribande verbali e della retorica identitaria di Roberto Vannacci: l’ultimo monitoraggio demoscopico realizzato da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera sancisce la fine della spinta propulsiva per Futuro Nazionale. Il movimento dell’ex generale crolla vertiginosamente, perdendo quasi un punto percentuale nell’arco di trenta giorni e sprofondando dal 8,8% al 7,9%.
Un tonfo che riflette il progressivo esaurimento dell’effetto novità e l’efficacia della strategia di contenimento messa in atto da Palazzo Chigi per arginare le fughe a destra. Di fronte a un elettorato che comincia a voltargli le spalle, la reazione dell’ex paracadutista non si è fatta attendere. Accecato dalla rabbia per il verdetto delle urne virtuali, Vannacci ha perso le staffe urlando al complotto mediatico: «Si tratta di dati palesemente ammaestrati e costruiti a tavolino per fare pressione psicologica sulla nostra comunità politica. C’è un sistema che prova a sgonfiare artificialmente chi non prende ordini dai palazzi del potere».
Salvini ringrazia e recupera terreno, il centrodestra trema
Mentre l’ex generale accusa i sondaggisti di manipolare la realtà, chi sorride davvero è Matteo Salvini. La discesa verticale di Futuro Nazionale restituisce ossigeno alla Lega, che capitalizza il ritorno dei delusi registrando un rimbalzo al 5,6% (dal 4,7%) e un deciso balzo in avanti nella fiducia personale del leader.
In cima alla classifica si conferma stabile Fratelli d’Italia al 26,7%, ma l’emorragia nei dintorni della maggioranza evidenzia la fragilità dell’alleanza di governo, inchiodata al 39,4% senza l’apporto di Vannacci. Uno scenario che complica i piani di Giorgia Meloni in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, soprattutto in considerazione dell’avanzata inesorabile del Campo largo (al 44,9%), che con le regole dello Stabilicum vedrebbe spalancarsi le porte del premio di maggioranza. Ma per l’ex generale, isolato e in aperta polemica con i numeri, la vera emergenza è ormai fermare la fuga degli italiani prima che la bolla scoppi del tutto.

