Nel Paese delle meraviglie sbandierato dai comizi di Giorgia Meloni l’economia va a gonfie vele, ma varcata la soglia di casa e del supermercato la musica cambia drasticamente: gli italiani si sentono sempre più poveri e prostrati dai costi della vita quotidiana. A demolire la retorica del governo ci pensano i numeri spietati del sondaggio periodico condotto da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore.
L’inflazione percepita dai consumatori nell’ultimo anno ha toccato il picco spaventoso del 13,3%, segnando un divario abissale di quasi otto punti percentuali rispetto al dato reale provvisorio dell’Istat di ottobre, arrivato al 5,4%. Una distanza siderale che testimonia quanto il peso cumulato dei rincari registrati negli ultimi tre anni stia soffocando la capacità di spesa reale delle persone, spazzando via ogni rassicurazione propagandistica della maggioranza.
Bollette, carburanti e casa: la tenaglia che prosciuga i bilanci
A prosciugare i conti correnti delle famiglie sono i tre capitoli chiave dell’economia domestica su cui si è scatenata la bufera dell’aumento prezzi. Nel settore dei carburanti e dei trasporti la psicosi da distributore e le continue agitazioni sul caro-benzina spingono la percezione dei rincari fino al 19,3%, smentendo la rilevazione Istat che si ferma al 9,3%.
Nel comparto che unisce abitazione, elettricità e combustibili la stangata percepita si fissa al 18,1%, allineandosi in maniera impressionante ai dati reali dell’Istat pari al 18,7%. Dopo tre anni di stangate continue su luce e gas gli italiani non si illudono più, prendendo atto di una fattura salatissima dove la percezione coincide con il salasso reale. Per gli alimentari di prima necessità la stangata avvertita tocca il 14,3%, ma è la prospettiva storica a fare davvero paura: rispetto a fine 2021 la spesa al supermercato ha subito un’impennata cumulata reale che supera addirittura il 27%.
Nessuna fiducia nel futuro: per il 72% l’inferno dei prezzi non finirà
Il dato politicamente più devastante per l’esecutivo risiede nella totale mancanza di prospettiva e di fiducia dimostrata dai cittadini. Non si tratta soltanto di una sofferenza contingente, ma della convinzione radicata di essere finiti dentro una trappola senza via d’uscita.
Il 72% degli italiani interpellati da Noto Sondaggi si dichiara infatti convinto che la spirale dell’inflazione non conoscerà alcuna fine nel breve periodo. Nello specifico, il 63% del campione prevede che i prezzi del carrello della spesa continueranno ad aumentare inesorabilmente anche nei prossimi sei mesi. Mentre a Palazzo Chigi si tessono le lodi della Manovra economica, tre italiani su quattro assistono al costante smantellamento del proprio potere d’acquisto, vedendo rinviate a data da destinarsi le spese per salute, istruzione e benessere familiare.

