giovedì 13 Agosto 2026
Giorgia Meloni

Meloni teme l’effetto Iran sul referendum

La vittoria del 'sì' non è più così certa. Dipenderà tutto dall'affluenza alle urne

Di Maria Vittoria Ciocci
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Palazzo Chigi sul vacilla. Questa settimana Ixè ha segnalato, per la prima volta, il sorpasso dei no (53%). Inoltre, per quanto gli istituti registrino ancora il vantaggio del sì, il divario si sta assottigliando sempre di più.

Giorgia Meloni e i suoi credono che la guerra in Iran stia dando una mano alle opposizioni. Lo ha confermato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che cronisti della Camera ha ammesso: “Con questi venti di guerra e con i rincari della benzina, il referendum è un tema politico sempre più lontano dalla preoccupazione della gente. È difficile convincerli ad andare a vorare”. E la vittoria del sì dipende proprio dalla percentuale di partecipazione.

È preoccupato anche il Ministro degli , primo sostenitore della riforma voluta da Silvio Berlusconi, che – tra una dichiarazione sull’Iran e l’altra – ha trovato il tempo di convocare il Consiglio nazionale del partito. “Non possiamo risparmiarci. Ogni deputato, , consigliere comunale, sindaco dia il massimo – il suo accorato – Così rischiamo di non vincere”. Ed è andato oltre: “Dobbiamo fare in modo che la partita non la giochino attraverso i brogli – cita il caso di Andrea Gentile, esponente di Fi proclamato deputato dopo un riconteggio delle schede, che inizialmente davano il vincitore, n.d.r.”.

Su questo però la maggioranza è divisa. La premier cerca di esporsi poco, creando malumori nella , a sua volta accusata di ‘disimpegno’ da Forza Italia. Giorgia Meloni dovrebbe inoltre intervenire a un evento organizzato da Fi il 12 marzo a , ma la sua presenza non è ancora stata confermata. La guerra in Iran potrebbe offrirle il pretesto perfetto per disertare.

 

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