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domenica 19 Aprile, 2026
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Manifestazione non Una di Meno

L’Italia si ferma per l’8 marzo. Cortei e scioperi in 60 città

La protesta delle donne contro gender gap, part-time involontario e tasso di disoccupazione femminile

Da Maria Vittoria Ciocci
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Per la Festa della donna, tra oggi e domani, scatta lo sciopero nazionale del settore pubblico e privato appoggiato dai Cobas, CGIL e altre sigle. Si mobilitano 60 città. A Roma partirà un corteo di Una di Meno alle 17 da piazza Ugo La Malfa, vicino Circo Massimo. Lunedì invece l’appuntamento è alle 9.30 in piazzale Ostiense. Alle 19 alla Nuvola Fuksas aprirà la mostra fotografica Women for Women against Violence, realizzata dall’Associazione Consorzio Umanitas, la quale raccoglie 21 scatti che ritraggono i segni degli abusi e del tumore al seno.

Anche Milano si attiva, con una manifestazione alle 15 in Piazza Duca d’Aosta e una domani alle 9.30 a Largo Cairoli. A Genova un corteo partirà domani alle 18 da via Fanti d’Italia e raggiungerà piazza Matteotti. Mentre a Napoli è fissata la partenza alle 15 da Porta Capuana.

Lo sciopero di lunedì durerà 24 ore, ma saranno garantiti i servizi minimi e le fasce di garanzia – variano in base alla città. CGIL ha proclamato inoltre una giornata di astensione dal lavoro del personale degli istituti scolastici, delle università, ma anche degli istituti di ricerca, formazione professionale e delle scuole non statali. Ferme anche le lavoratrici e i lavoratori del settore terziario, turismo e servizi. Infine, per quanto riguarda la sanità, parteciperanno allo sciopero infermieri, operatori sociosanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e altre figure di comparto sanitario, insieme alla dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, al personale tecnico, professionale e amministrativo.

È questa la risposta del movimento transfemminista al gender pay gap – che nel settore privato è in media del 17% e arriva al 30% con l’avanzare della carriera –, ma anche al tasso di occupazione femminile (52,5% contro 70,4% maschile) e al part-time involontario che sfavorisce il raggiungimento dell’indipendenza economica della donna.

 

A cura di Maria Vittoria Ciocci

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