Una riflessione sulla vita nella Curia
Il Papa Leone XIV ha aperto il suo primo discorso natalizio alla Curia romana con parole chiare e incisive: “Basta smanie di primeggiare e sotterfugi, evitare rancori”. Ha richiamato tutti a una convivenza sincera e fraterna, sottolineando quanto sia importante costruire amicizie solide e fidate anche tra chi lavora a stretto contatto con le responsabilità della Chiesa. Leone XIV ha osservato che, dopo anni di servizio, spesso emerge delusione per comportamenti legati al potere o al perseguimento di interessi personali. “E ci si chiede: è possibile essere amici nella Curia romana? Avere rapporti di amichevole fraternità?” ha detto, ricordando che è fondamentale aiutarsi a vicenda, riconoscere il valore di ciascuno e abbattere maschere e sotterfugi quotidiani.
Il concistoro straordinario e le priorità del pontificato
Il 7 e l’8 gennaio 2026 Leone XIV presiederà il primo concistoro straordinario del suo pontificato, subito dopo la chiusura della Porta Santa di San Pietro. Il Papa discuterà con i cardinali di temi cruciali per il governo della Chiesa, come la riforma della Curia, avviata da Francesco con la costituzione apostolica Praedicate Evangelium, e le questioni legate alla liturgia, in cui persistono tensioni tra conservatori e progressisti. La convocazione, inviata ai porporati di tutto il mondo, evidenzia l’urgenza di affrontare questi argomenti con spirito collegiale, promuovendo una gestione più sinodale e collaborativa.
La comunione come sfida quotidiana
Leone XIV ha richiamato tutti a considerare la comunione come un obiettivo costante: “La comunione nella Chiesa rimane sempre una sfida che ci chiama alla conversione. Talvolta, dietro un’apparente tranquillità, si agitano i fantasmi della divisione”. Il Papa ha ammonito contro due tentazioni opposte: uniformare tutto senza considerare le differenze o esasperare le diversità a scapito della comunione. Ha sottolineato che ogni membro della Curia deve contribuire con gesti concreti, rispettando le competenze altrui e promuovendo relazioni fraterne, non solo nelle parole ma nella pratica quotidiana.
Missione e spiritualità della Curia
Il Pontefice ha evidenziato che la missione di Gesù, prolungata nello Spirito Santo nella Chiesa, guida ogni decisione e ogni azione: “Le strutture non devono rallentare il Vangelo, ma diventare strumenti missionari”. Tutti devono partecipare attivamente alla missione di Cristo, animando il lavoro della Curia con spirito pastorale e attenzione alle sfide contemporanee, senza limitarsi alla mera amministrazione. Leone XIV ha regalato ai membri della Curia il libro La pratica della presenza di Dio di Fra Lorenzo della Risurrezione, sottolineando come la spiritualità semplice e dedicata alla guida divina possa orientare la vita personale e pastorale di ciascuno.
L’eredità di Prevost e il ruolo della Chiesa nel mondo
Il Papa ha ricordato il pontificato del suo immediato predecessore, Prevost, lodandone il magistero, lo stile pastorale e l’attenzione alla misericordia. “Il Natale del Signore reca con sé il dono della pace e ci invita a diventarne segno profetico in un contesto umano e culturale frammentato”. Leone XIV ha concluso invitando la Curia a non limitarsi a gestire compiti quotidiani, ma a diventare testimone della fraternità universale, portando la luce della comunione tra popoli, culture e religioni diverse.
