giovedì 13 Agosto 2026
Casalino Fonte ansa

Rocco Casalino, tornano gli insulti dal re delle bancarelle

A due anni dagli insulti omofobi del 2024, Augusto Proietti torna a colpire sui social, rivolgendosi a Casalino con accuse personali e insulti.

Di Silvia Forconi
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La vicenda aveva suscitato forte indignazione sui social e tra le istituzioni, generando nei confronti di Casalino. Ora gli episodi si ripresentano, alimentando nuovamente la polemica e l’attenzione dei media.

Gli insulti omofobi

Il , pubblicato sui social il 15 gennaio 2024 ma diventato virale solo con il tempo, mostrava Proietti accusare l’allora portavoce del M5S dell’ex Giuseppe Conte di aver ripetutamente chiamato i vigili urbani per segnalare irregolarità nelle bancarelle e i furgoni parcheggiati in modo irregolare in Piazzale Flaminio, vicino alla sua abitazione, e accompagnare l’accusa con espressioni gravemente denigratorie e omofobe come «miserabile gay di m…».
Le non si fecero attendere. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, contattò personalmente Casalino per esprimere solidarietà oltre che i membri del Movimento 5 Stelle con una nota che definiva “vile e squallida” l’aggressione verbale subita da un «personaggio violento e deprecabile», richiamando l’attenzione sul che tali comportamenti non potevano essere tollerati nella .

Il nuovo video sui social

A distanza di due anni, un nuovo video di Proietti pubblicato sui social riaccende la polemica. Il video si apre con le parole di Proietti: «Oggi è la tua festa (festa delle donne) e ci hai fatto questo regalo, ci hai cacciato».
L’ambulante accusa di essere stato allontanato da Piazzale Flaminio e dalle bancarelle “per politica” e rivolge a Casalino frasi provocatorie, accompagnate da ulteriori insulti omofobi e indecenti.
Nei post pubblicati, Proietti si rivolge anche ai , chiedendo: «Perché non ve la prendete con questi?» e menziona un futuro ricorso a Bruxelles.
Tuttavia, il rischio per Proietti potrebbe essere questa volta reale. L’ambulante, già condannato in passato per e minacce ai vigili urbani, potrebbe ora subire l’intervento della giustizia, soprattutto considerando il tono omofobo e diffamatorio dei messaggi.

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