Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo segreto. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e oggi residente a Roma, dove è titolare della Arcoiris edizioni musicali. Nel corso della sua vita è stato segretario personale e manager di Carrà e uno dei suoi affetti più cari.
Da quanto si apprende, la cantante aveva adottato il suo ex collaboratore, trasformandolo nel suo unico erede. Non è chiaro se la sua eredità sia stata spartita anche tra i due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello della conduttrice, morto anch’esso. Carrà non ha mai nascosto il grande affetto nei loro confronti, per cui non è possibile escludere che siano stati presi accordi in vita.
La scoperta del figlio adottivo di Raffaella Carrà
La cantante ha sempre cercato di mantenere il più nascosta possibile la sua vita privata. La notizia riguardante Gian Luca Pelloni Bulzoni è infatti divenuta di dominio pubblico in maniera totalmente casuale a quasi sei anni dalla morte dell’artista. A rivelare l’esistenza di questo erede, infatti, è stato un contenzioso giudiziario riguardante la realizzazione da parte di una società spagnola del musical teatrale “Ballo Ballo“.
Una rappresentazione a cui il 62enne si è opposto fermamente, chiedendo una inibitoria alla realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e attraverso qualsiasi mezzo. La richiesta è stata effettuata al Tribunale di Roma in qualità di erede di Raffaella Carrà e quindi “titolare dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome, nonché dei dati, delle informazioni sulla sua vita personale e professionale”.
A scatenare la contrarietà del figlio adottivo di Carrà era la consapevolezza che le rappresentazioni teatrali del musical associavano alla vendita del biglietto per il teatro anche “un omaggio per l’acquirente costituito da patatine e Coca Cola, circostanza quest’ultima che avrebbe gravemente offeso la memoria di sua madre“, come si legge nel provvedimento giudiziario. Il tribunale romano non ha consentito l’inibitori, in quanto le rappresentazioni teatrali del musical si sono già svolte e non ne sono previste altre. Per cui, in caso di volontà di risarcimento, Pelloni Bulzoni dovrà procedere per altre vie legali.
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