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sabato 18 Aprile, 2026
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Cinturrino

Nuove accuse a Cinturrino: “Premeditò l’omicidio Mansouri”

I pm contestano premeditazione, estorsione e spaccio. Indagati anche altri due agenti del commissariato Mecenate

Da Alessio Matta
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Si allarga l’indagine della Procura di Milano sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo durante un’operazione antidroga. Al centro dell’inchiesta resta l’ex assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino, già in carcere, per il quale i pm ora contestano anche la premeditazione del delitto.

Secondo l’accusa, il poliziotto avrebbe pianificato l’omicidio di Mansouri. A suo carico emergono anche altre ipotesi di reato: estorsione e spaccio di droga. Elementi che aggravano la sua posizione nel quadro dell’indagine coordinata dalla Procura milanese.

Nel frattempo il fascicolo si allarga. Altri due agenti del commissariato Mecenate risultano indagati. Una delle nuove posizioni riguarda una poliziotta accusata di falso. Tra le contestazioni emerse nelle ultime ore compare anche l’ipotesi di arresto illegale.

I magistrati hanno chiesto un incidente probatorio per ascoltare almeno otto testimoni. Si tratta di pusher e tossicodipendenti che frequentano l’area del boschetto di Rogoredo, punto noto per il traffico di droga a Milano. L’obiettivo è fissare davanti al giudice le loro dichiarazioni e conservare le prove nel corso dell’indagine.

Con le nuove iscrizioni il numero degli indagati sale a sette, incluso Cinturrino. Gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto durante l’operazione del 26 gennaio e il contesto che avrebbe portato alla morte di Mansouri. L’incidente probatorio servirà a mettere al sicuro le testimonianze che potrebbero diventare centrali nel processo.

Leggi anche: https://lasintesi.online/rogoredo-carmelo-cinturrino-risultato-negativo-a-test-tossicologici/

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