In Medio Oriente è il diciottesimo giorno di guerra. Nella notte l’esercito israeliano ha condotto un attacco su larga scala, lanciando una pioggia di missili e droni da Teheran a Beirut, nel sud del Libano. Qui aerei delle Idf hanno bombardato i quartieri di Kafaat e Haret Hreik.
Mentre a Baghdad, capitale dell’Iraq, quattro persone hanno perso la vita a seguito di un attacco contro un’abitazione situata nel quartiere residenziale di Jadriva. Al suo interno, secondo una fonte interna ai gruppi armati iracheni filo-iraniani, si trovavano alcuni consiglieri di Teheran.
Un giornalista dell’Afp ha inoltre assistito all’attacco contro l’ambasciata statunitense a Baghdad. La difesa aerea è riuscita a intercettare un proiettile, ma ha mancato il secondo missile, che ha provocato un’esplosione nelle vicinanze della sede diplomatica. Avvolta da una colonna di fumo nero. Nel frattempo, la controffensiva iraniana ha mirato nuovamente su Dubai e Doha.
In Libano più di un milione di sfollati
Prosegue l’operazione militare israeliana in Libano. Il Ministro della Difesa Israel Katz ha intimato la popolazione a evacuare l’area fino a nuovo ordine. Aumenta così il numero di sfollati, che in pochi giorni ha raggiunto quota 1.049.328. Di questi, più di 230 mila bambini sono stati spostati forzatamente. È la denuncia di Save The Children, che peraltro ha evidenziato come la maggior parte dei civili non riesca neppure ad accedere ai regolari trattamenti di dialisi o alle cure oncologiche. Una donna è stata costretta a partorire in un’auto a causa del traffico che bloccava le strade di Beirut. Un film che abbiamo già visto nella Striscia di Gaza.
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