“C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna”. Il 15 gennaio 2025 Sara Ardizzone, 35 anni, viene chiamata a testimoniare in udienza preliminare durante il procedimento Sibilla, riguardo il danneggiamento di una serie di auto di servizio di Poste Italiane avvenuto durante lo sciopero della fame delle “compagne anarchiche”, nel 2019 a Foligno – tra gli imputati anche il leader anarchico Alfredo Cospito, in carcere con il 41-bis. Nel 2023 ha lasciato l’Umbria e si è stabilita nella Capitale.
Era uno dei punti di riferimento del circolo anarchico La Faglia di Foligno, legato al Circolaccio di Spoleto di Michele Fabiani, ma anche al giornale Vetriolo, al quindicinale anarchico internazionalista Bezmotivny e a due siti internet – Roundrobin e Malacoda – su cui venivano palesate idee di rivolta. Nel 2023 fu sottoposta a misura cautelare per aver aggredito il gazebo elettorale della Lega a Marina di Carrara.
Qualche anno prima, nel 2020, il 53enne Alessandro Mercogliano – compagno di Sara – era stato assolto in Appello dall’accusa di associazione con finalità di terrorismo nell’ambito dell’inchiesta Scripta Manent. Quest’ultima si riferisce all’iniziativa di Federazione Anarchica Informale di lanciare bombe contro le caserme tra il 2006 e il 2007. L’uomo aveva inoltre precedenti per manifestazioni sediziose, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, furto e violazione della proprietà privata.
Una vita votata alla lotta anti-sistema, che si è conclusa tragicamente: i corpi sono stati rinvenuti in un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti a Roma. Stavano preparando un ordigno, probabilmente destinato al sabotaggio di una linea ferroviaria.
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