La settimana si apre di nuovo con una tensione geopolitica estrema e infatti le Borse europee inaugurano la seduta con un’apertura pesante, a causa dell’escalation in Medio Oriente che sta mandando in corto circuito i mercati globali. Dopo il crollo del Nikkei a Tokyo (-3,48%), anche da noi si viaggia in profondo rosso, incapaci di reagire agli scontri tra Washington e Teheran sullo Stretto di Hormuz.
Petrolio oltre i 100 dollari
Il vero protagonista della mattinata è sicuramente il settore energetico, che ha sfondato la barriera psicologica dei 100 dollari al barile nelle prime ore di contrattazione. A spingere i prezzi è il timore che il blocco di Hormuz diventi permanente, unito allo spettro di un’imminente invasione di terra in Libano da parte di Israele.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha già diramato un’allerta massima poichè se il conflitto non dovesse rientrare, il mondo si troverebbe di fronte alla più grave crisi energetica degli ultimi decenni. Anche il gas al Ttf di Amsterdam registra rialzi significativi, mentre l’oro, solitamente bene rifugio, segna una correzione al ribasso in una mattinata di estrema volatilità.
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