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domenica 19 Aprile, 2026
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Delmastro, le quote dei soci pagate in contanti da Miriam Caroccia

La Procura indaga su un possibile pagamento cash e sulla continuità tra le attività legate al clan Senese

Da Sergio Di Laccio
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Si aggrava di giorno in giorno la posizione di Andrea Delmastro Delle Vedove, la cui stringatissima e lacunosa spiegazione di giorni addietro si fa sempre meno credibile. Di leggerezze, se di leggerezze si tratta, come sostenuto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il sottosegretario alla Giustizia ne ha messe in fila parecchie. Più che sufficienti a imporgli le dimissioni, per quelle “ragioni di minima igiene istituzionale” invocate ieri da Giuseppe Conte.

Il pagamento in contanti

Al centro dell’inchiesta ci sono i possibili passaggi di denaro in contante legati alla società Le 5 Forchette srl. Secondo gli atti depositati alla Camera di Commercio, circa 5 mila euro sarebbero stati versati cash da Miriam Caroccia per rilevare quote societarie di Elena Chiorino, Cristiano Franceschini, Davide Eugenio Zappalà e dell’avvocata Daniela Pelle, alla quale la settimana precedente Andrea Delmastro aveva già ceduto le proprie.
Un’operazione legittima ma certo, se confermata, poco trasparente, e appena sotto la soglia stabilita dal governo per l’avvio dei controlli sull’antiriciclaggio.

La continuità tra attività

L’altro fronte riguarda la possibile continuità tra le attività riconducibili al circuito “Baffo”, collegato a Mauro Caroccia e al clan Senese, e le nuove iniziative imprenditoriali che vedono coinvolti Delmastro e gli altri esponenti di FdI.
Gli inquirenti stanno verificando se, come sembra, arredi, forniture e asset economici siano stati riutilizzati nelle “Bisteccherie d’Italia”, suggerendo non una cesura ma uno spostamento, da alcuni locali ad altri, dello stesso business responsabile di intestazione fittizia di beni e riciclaggio. Il punto è capire se si tratti di un reale “nuovo inizio” o della prosecuzione, sotto altra veste, di un sistema criminale rodato.

Il nodo dimissioni

Come dimostrato da tre foto pubblicate da Il Fatto Quotidiano e da Domani, Delmastro ha continuato a frequentare il locale, anche insieme a esponenti delle istituzioni, almeno fino a gennaio scorso, nonostante le pesantissime ombre su Mauro Caroccia, poi confermate da una sentenza definitiva.
Nella maggioranza il clima sta cambiando: se prima del referendum l’ordine era quello di minimizzare, oggi il sottosegretario appare sempre più isolato. La sensazione è che, una volta chiusa la partita referendaria, per evitare al governo l’imbarazzo di un sottosegretario alla Giustizia indagato per gravi reati, potrebbero finalmente arrivare le dimissioni.

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