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domenica 19 Aprile, 2026
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Gaza: arrivano i blindati-bomba

Un'indagine internazionale svela l'impiego di mezzi pesanti riadattati per missioni ad alto potenziale distruttivo nelle fasi cruciali del recente conflitto

Da Davide Cannata
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Nelle settimane che hanno preceduto il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 a Gaza, l’esercito israeliano ha impiegato una nuova e controversa arma: blindati-bomba telecomandati ricavati da vecchi mezzi corazzati M113, utilizzati per devastare interi isolati di Gaza City. L’uso di questi veicoli, definiti dallo stesso esercito “droni killer”, ha sollevato interrogativi sulle modalità della campagna militare e sull’impatto sulle aree urbane già gravemente danneggiate.

L’inchiesta Reuters sul campo

A ricostruire l’impiego dei blindati-bomba è un’accurata inchiesta dell’agenzia Reuters, che ha inviato i propri giornalisti sul terreno per verificare direttamente l’effetto di questa nuova tattica israeliana. Secondo l’inchiesta, i mezzi utilizzati non erano veicoli di ultima generazione, ma vecchi M113 per il trasporto truppe, riadattati per trasportare da una a tre tonnellate di esplosivo ciascuno.

Reuters descrive un sistema di attacco a distanza basato su questi veicoli trasformati, spinti verso edifici considerati sensibili o già danneggiati, per poi essere fatti esplodere con un comando remoto. In questo modo, intere strutture venivano polverizzate, lasciando dietro di sé solo cumuli di detriti e scheletri di cemento in uno scenario urbano già provato da mesi di combattimenti.

Così agivano i blindati-bomba

Nel concreto, i blindati M113, svuotati della loro funzione originaria di trasporto truppe, sono stati caricati con enormi quantità di esplosivo e trasformati in veicoli-sabotaggio capaci di radere al suolo ciò che restava degli edifici. Una volta indirizzati verso l’obiettivo, venivano fatti saltare in aria a distanza, con l’effetto di abbattere le ultime case ancora in piedi o di far crollare completamente palazzi già lesionati dai bombardamenti precedenti.

L’esercito israeliano ha riconosciuto l’uso di questi mezzi, definendoli “droni killer” e sottolineando che sarebbero stati impiegati esclusivamente contro “terroristi e le infrastrutture di Hamas”. In questo quadro, le esplosioni miravano a neutralizzare ciò che veniva identificato come rete militare e logistica del movimento islamista nella parte di Gaza City ancora in piedi, ma con un impatto devastante sull’assetto urbano.

Gli avvertimenti agli abitanti e il ritorno tra le macerie

Secondo le informazioni raccolte, nella maggior parte dei casi gli abitanti erano già fuggiti prima delle demolizioni, dopo aver ricevuto un preavviso da parte delle autorità israeliane. Gli avvertimenti avrebbero spinto molte famiglie a lasciare in fretta le proprie case, nel tentativo di mettersi in salvo prima delle esplosioni pianificate nei loro quartieri.

Al momento del ritorno, però, chi è riuscito a rientrare ha trovato solo distruzione, con interi isolati cancellati e le ultime costruzioni ancora agibili trasformate in ruderi. La combinazione di bombardamenti tradizionali e blindati-bomba ha così ridefinito in modo radicale il paesaggio urbano di Gaza City nelle settimane immediatamente precedenti al cessate il fuoco del 10 ottobre 2025.

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