A venticinque giorni dall’inizio del conflitto, Donald Trump annuncia una svolta sul dossier iraniano: «Non voglio dirlo in anticipo, ma hanno accettato: non avranno mai un’arma nucleare».
Il presidente Usa conferma i contatti già avviati tra le rispettive diplomazie: «stanno parlando con noi e dicono cose sensate». Secondo alcune indiscrezioni, l’interlocutore dell’amministrazione americana sarebbe Mohammad Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, che avrebbe già incontrato Jared Kushner e Steve Witkoff a Islamabad, in Pakistan, e che avrebbe in programma un altro incontro con il vicepresidente statunitense JD Vance.
“Facciamo quello che vogliamo”
Trump ha poi definito il conflitto in corso con l’Iran non una guerra, ma «un’operazione militare». Una scelta lessicale speculare a quella usata da Putin per il conflitto in Ucraina, ma che potrebbe segnalare la volontà di ridimensionare ulteriormente l’impegno come già fatto negli ultimi giorni. Il presidente non ha però rinunciato a rivendicare la superiorità militare americana: «Se leggete i giornali pensate che ci sia un testa a testa ma stiamo vagando liberi su Teheran, facciamo quello che vogliamo. Oggi avremmo avuto il privilegio di colpire un impianto di generazione elettrica, uno dei più grandi al mondo, ma abbiamo evitato perché stiamo negoziando».
Il regalo di Teheran e il cambio di regime
«L’Iran ci ha fatto un regalo e il regalo è arrivato oggi», ha proseguito Trump. «È stato un regalo importante, del valore di una grossa somma di denaro. Mi ha fatto capire che stiamo negoziando con le persone giuste, persone che, a mio parere, si sono dimostrate all’altezza». Il regalo che «avevano promesso e così è stato» sarebbe legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Trump parla poi apertamente di cambio di regime: «Abbiamo ucciso tutti i leader dell’Iran, ora c’è un nuovo gruppo». Ma resta cauto: «Non mi fido di nessuno».
La guerra in Ucraina
Il presidente statunitense guarda infine al fronte europeo. «Mi piacerebbe vedere il presidente Putin e il presidente Zelensky sedersi a un tavolo e raggiungere un accordo. Penso che ci stiano arrivando, ma lo dico da un po’». Trump sostiene di aver «risolto guerre passate», e che «tutte avrebbero dovuto essere più difficili di questa. Questa avrebbe dovuto essere la più facile. Ma queste sono due persone che si odiano davvero. L’odio non fa bene per fare accordi. Queste sono persone che non si piacciono molto».
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