giovedì 13 Agosto 2026

L’Ungheria ammette i contatti segreti con la Russia durante i vertici UE

Il ministro degli Esteri Szijjártó conferma di aver informato regolarmente il Cremlino ''prima e dopo'' i vertici UE e NATO

Di Silvia Forconi
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L’Ungheria di Viktor Orbán è ufficialmente il “punto d’ascolto” di Vladimir Putin in Europa. L’ammissione del ministro degli Esteri Péter Szijjártó, che ha confermato i contatti sistematici con il Cremlino, trasforma i sospetti di anni in una crisi di sicurezza senza per l’asse euro-atlantico.

Il ponte tra i vertici UE e il Cremlino

La vicenda, portata alla luce dal Washington , svela un sistema di monitoraggio quasi spaventoso. Szijjártó avrebbe approfittato delle pause durante i Consigli UE più sensibili per aggiornare il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Telefonate “in diretta” per riferire non solo l’andamento delle discussioni, ma anche le opzioni strategiche sul tavolo, proprio mentre l’Europa cercava con fatica una linea sul sostegno all’Ucraina. Dopo aver bollato tutto come “fake news” e aver attaccato il premier polacco Donald Tusk nei precedenti giorni, ora il ministro ungherese ha dovuto correggere la sua versione e fare dietrofront.

Sospetti antichi e

In realtà, i segnali d’allarme risalgono al 2019, ma è nel 2023 che il quadro si è più chiaro. Durante il vertice NATO di Vilnius, l’ alleata aveva già individuato le “talpe”, scegliendo di isolare e tenere a distanza i delegati ungheresi dai dossier più sensibili sulla sicurezza.

L’influenza russa, però, non si limitava al semplice ascolto ma puntava a vere e proprie manovre per orientare le elezioni nella vicina Slovacchia. L’obiettivo era favorire leader pronti a una “cooperazione pragmatica” con il Cremlino, garantendo a Mosca una sponda politica sicura nel cuore dell’Europa.

Il peso sull’Ucraina

Il conto di questa vicinanza lo ha pagato soprattutto . Nelle scorse settimane, Budapest ha usato il suo potere di veto per bloccare il prestito UE da 90 destinato alla difesa ucraina, regalando di fatto a Mosca e spazio preziosi per l’offensiva. Mentre l’Europa si interroga su come gestire un alleato che agisce sistematicamente contro gli interessi comuni, Viktor Orbán ha scelto la sua linea di difesa, ovvero una all’uomo per scoprire chi abbia intercettato Szijjártó.

Quello che appare chiaro è che a Budapest, la lealtà verso Mosca sembra ormai contare più di quella verso i partner europei.

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