Le dimissioni della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, sono state accolte con una certa soddisfazione da parte delle opposizioni e, probabilmente, anche da parte della sua stessa maggioranza. Nel momento in cui la notizia ha iniziato a correre tra le Aule del Parlamento, i deputati presenti alla Camera sono esplosi in un applauso. “Non capivo, ho capito adesso che non applaudite me, guardando le agenzie”, ha commentato il presidente di turno, Giorgio Mulè.
I commenti diretti dei principali esponenti delle opposizioni non si sono fatti attendere. “Ci sono voluti tre anni e 15 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato”, ha criticato il leader del M5S, Giuseppe Conte, mettendo in luce le tempistiche delle dimissioni. “La responsabilità di questo ritardo è solamente di Giorgia Meloni, una premier debolissima e con un governo oggi barcollante”, ha aggiunto.
Più telegrafico il commento della segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha condiviso sui social la foto di un manifesto con la ministra in bianco e nero e sopra la scritta: “Santanchè si è dimessa. Sempre troppo tardi“.
Le altre reazioni delle opposizioni
“Le dimissioni arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza e difesa dell’indifendibile”, ha criticato Angelo Bonelli di Avs, sottolineando che questa mossa rappresenta “una sconfitta politica pesante per questo governo”. Nicola Fratoianni di Avs parla di un “indegno teatrino” interpretato dalla ministra che “ha tenuto sotto scacco l’intero governo Meloni e l’intera maggioranza di destra”.
I vicepresidenti di Italia Viva, Enrico Borghi e Davide Faraone, si sono inseriti nella questione sostenendo che al momento il governo Meloni sarebbe in uno “stato di implosione” e che la stessa premier dovrebbe comprendere che “la sfiducia di 15 milioni di italiani nelle urne sia stata data a lei e non ad altri capri espiatori”. Anche Riccardo Magi di +Europa sottolinea che Santanché non mancherà a questo governo e aggiunge che la sa figura è stata necessaria solamente a indebolire la figura della premier, che “esce politicamente a pezzi da questa vicenda”.
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