La caduta politica è arrivata dopo la sconfitta referendaria del centrodestra. Subito dopo, le dimissioni. Ma per Daniela Santanché, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi la vera partita inizia adesso. I prossimi mesi saranno decisivi per chiarire le responsabilità dei tre ex rappresentanti della maggioranza che hanno fatto un passo di lato.
Delmastro e il processo d’appello
Il primo appuntamento è fissato per il 22 aprile. Andrea Delmastro, parlamentare di Fratelli d’Italia, tornerà davanti alla Corte d’Appello di Roma per il processo di secondo grado sulla rivelazione del segreto d’ufficio legata al caso dell’anarchico Alfredo Cospito. In primo grado l’ex sottosegretario alla Giustizia è stato condannato a otto mesi.
Secondo l’accusa, nel gennaio del 2023 avrebbe diffuso informazioni riservate poi utilizzate in Parlamento dal deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. Non è l’unico fronte aperto. Il suo nome compare anche in un’indagine per riciclaggio e intestazione fittizia legata alla società “Le 5 Forchette”, proprietaria di un ristorante romano. Un fascicolo che resta in fase iniziale, ma per adesso non risulta ancora indagato.
Santanché tra fallimenti e bilanci
Per Daniela Santanché i nodi giudiziari sono numerosi e riguardano il mondo delle sue società. Entro l’estate i magistrati di Milano dovrebbero chiudere l’indagine per bancarotta fraudolenta su alcune aziende del gruppo Bioera-Ki Group. Un passaggio che potrebbe aprire la strada a un nuovo processo.
Nel frattempo resta in corso il procedimento sul presunto falso in bilancio della società editoriale Visibilia dopo il rinvio a giudizio del 17 gennaio 2025. E non è finita. C’è anche la vicenda della cassa integrazione Covid, con l’accusa di truffa aggravata all’Inps per oltre 126 mila euro destinati a tredici dipendenti. Tre filoni distinti, ma tutti con possibili sviluppi a breve.
Bartolozzi verso il rinvio a giudizio
La posizione di Giusi Bartolozzi ruota attorno al caso Almasri, il militare libico arrestato in Italia e poi rimpatriato. L’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia è accusata di aver fornito informazioni false ai magistrati durante le indagini.
A fine febbraio la Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta. Il passo successivo, salvo sorprese, sarà la richiesta di rinvio a giudizio. I giudici del tribunale dei ministri hanno definito la sua versione dei fatti inattendibile. Un giudizio pesante che ora dovrà essere verificato in aula.
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