giovedì 13 Agosto 2026
Santanchè a Meloni

Santanchè, la lettera a Giorgia Meloni: “Non sarò il capro espiatorio della sconfitta”

"Non ti nascondo un po’ di amarezza ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti"

Di Maria Vittoria Ciocci
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“Non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me”. Lo scrive in una lunga indirizzata alla Presidente del Consiglio Meloni. “Non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi” – continua. Benché sottolinei: “Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri”.

E con questo allude – probabilmente – alle vicissitudini che riguardano l’ex sottosegretario alla Giustizia, dal quale infatti si dissocia: “Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On che pure paga un prezzo alto”.

Non manca inoltre di ribadire, più volte nella lettera, che il passo indietro deriva da una specifica richiesta della : “Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, solo di fronte alla richiesta che il capo del mio partito ritiene utile e opportuna”. Questo perché Santanchè rivendica di avere un “certificato penale” che è “immacolato” e neppure “un semplice rinvio a ” per l’accusa di all’Inps.

Dopodiché, conclusa una serie di specificazioni, si rivolge alla premier con tono conciliante: “Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo”. Congedandosi così: “Tengo di più alla nostra amicizia e al del nostro movimento. Cari saluti”. Un breve , considerando che – per quanto non ricoprirà più il ruolo di ministra – difficilmente questo le chiuderà le porte del Parlamento.

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