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sabato 18 Aprile, 2026
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Santanché si dimette

La resa. Daniela Santanchè si dimette dopo il pressing di Meloni

Alla Premier: “Obbedisco, sono abituata a pagare i miei conti”. Le parole dell'imprenditrice accusata di truffa all'Inps e rinviata a giudizio per falso in bilancio

Da Maria Vittoria Ciocci
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Daniela Santanchè si è arresa. Si conclude il mandato della ministra del Turismo, in carica dal mese di ottobre del 2022. Le vicende giudiziarie che l’hanno vista protagonista non erano riuscite a farla capitolare, ma la vittoria del No al Referendum – di otto punti percentuali – per Giorgia Meloni è stato troppo. E così, dopo l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e l’ex capa di gabinetto del Guardasigilli Giusi Bartolozzi, è toccato anche a lei rassegnare le dimissioni.

“Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione” – le prime parole di Santanchè – “Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo”. E aggiunge: “Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta”.

Dopotutto gli italiani hanno inviato un segnale chiaro: la giustizia è uguale per tutti. E non è un caso che ora la premier abbia deciso di eliminare tutti coloro che frequentano troppo spesso i tribunali. Da imprenditrice milanese infatti Daniela Santanchè è coinvolta in due scandali giudiziari: bancarotta fraudolenta e falso in bilancio relativamente alla società Visibilia – per la quale è stata rinviata a giudizio – e truffa all’Inps per aver chiesto la cassa integrazione per i suoi dipendenti, che tuttavia hanno continuato a lavorare durante il Covid. Per questo non si sa ancora se andrà a processo.

Finora la maggioranza l’aveva difesa a spada tratta. Prima fra tutte la stessa Giorgia Meloni, che in merito al caso Visibilia aveva dichiarato testuale: “Non credo che un semplice rinvio a giudizio sia, di per sé, motivo di dimissioni, ritengo che la ministra Santanchè stia svolgendo un ottimo lavoro”.

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