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domenica 19 Aprile, 2026
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Libera morta grazie al suicidio assistito

Libera è morta grazie al suicidio assistito: usato un dispositivo oculare creato per lei dal Cnr

La donna era completamente paralizzata a causa della sclerosi multipla, ma ha potuto auto-somministrarsi il farmaco letale grazie al movimento delle sue pupille

Da Laura Laurenzi
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Dopo due anni di agonia, costellati da battaglie legali, esami clinici, documentazioni e richieste di aiuto pubbliche, Libera è morta secondo i suoi desideri. La 55enne toscana affetta da sclerosi multipla ha esalato l’ultimo respiro nella comodità e sicurezza della sua casa, circondata dai suoi affetti, grazie alla pratica del suicidio assistito. Il decesso è sopraggiunto dopo che la donna ha azionato l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita attraverso il dispositivo con comando oculare che era stato predisposto dal Consiglio Nazionale per le Ricerche (Cnr).

Una pratica, mai utilizzata prima, che le ha permesso di smettere di soffrire e di abbandonare un corpo che ormai era divenuto una prigione. Libera era completamente paralizzata, incapace di essere indipendente e relegata a un’esistenza scandita dal dolore. “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già”. Questo è il messaggio che la donna ha lasciato all’associazione Luca Coscioni, che l’ha seguita e supportata nella sua battaglia.

“Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma rispettata”, ha spiegato Libera, ricordando come in Italia sia ancora assente una legge che regoli a livello nazionale le procedure di Fine vita. Ad oggi, grazie alla sentenza 242 del 2019 emanata dalla Consulta, i cittadini italiani possono accedere al suicidio medicalmente assistito e, in base alla legge 219/17, un malato può scegliere il rifiuto delle terapie o l’interruzione con sedazione profonda.

L’attesa per il Fine vita

A mancare è una legge emanata dal Parlamento che preveda per le persone malate il diritto di autodeterminarsi nel proprio fine vita, inclusa la possibilità accedere all’eutanasia. Così, ogni singolo cittadino che decide di intraprendere questa battaglia, si trova di fronti ad anni di prolungate sofferenze, aggravate dalla burocrazia del nostro Paese.

Libera aveva ottenuto il via libera per l’accesso alla procedura dalla Usl Toscana Nord-Ovest a luglio 2024, ma non essendo in grado di assumere autonomamente il farmaco letale, aveva richiesto che il suo medico fosse autorizzato alla somministrazione del farmaco. Il Tribunale di Firenze aveva però sollevato la questione di legittimità e, dopo l’intervento della Consulta, il Cnr ha predisposto e collaudato un dispositivo che ha permesso a Libera di scegliere in autonomia. Fino alla fine.

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