La premier Giorgia Meloni ha telefonato al Presidente della Repubblica per proporre l’assunzione dell’interim del Ministero del Turismo. In serata dunque Sergio Mattarella ha firmato le dimissioni di Daniela Santanchè e il decreto per dare il via libera alla consegna delle deleghe del dicastero a Palazzo Chigi. In attesa che la maggioranza individui una figura adeguata all’incarico.
La percezione è che la leader di Fratelli d’Italia intenda far calmare le acque post-referendum. Soprattutto di fronte alla caduta, come un effetto domino, di esponenti cari all’Esecutivo. Da Delmastro delle Vedove a Bartolozzi, fino ad arrivare al passaggio del testimone tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi alla guida di Forza Italia al Senato. Un po’ troppo per poco più di 72 ore.
E per questo, prima di consegnare l’incarico nelle mani di un sostituto, Meloni preferisce attendere. Non manca però di ringraziare Santanchè per il suo operato – cercando forse di far cadere anche le indiscrezioni che le dipingevano ai ferri corti – e sottolineando quanto in questi anni abbia “lavorato con grande dedizione e assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano”.
Taglia corto, infine, senza troppi giri di parole: “Il governo continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia”.
Nel frattempo Daniela Santanchè ha scelto come rifugio la “Casina rossa”, una villa nel cuore del parco della Versiliana, intestata al figlio Lorenzo Nazzaro. I cronisti hanno provato a parlarle, ma al citofono non risponde nessuno.
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