lunedì 28 Settembre 2026
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Dal 31 in vigore il dl Sicurezza: “Ennesimo spot propagandistico del governo Meloni”

Il sindacato di polizia all’attacco: più compiti senza uomini e mezzi, mentre restano scoperti prevenzione e lotta alla criminalità

Di Redazione
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Dal 31 marzo entrerà in vigore il nuovo decreto Sicurezza, ma tra i poliziotti cresce il malumore. La segreteria nazionale del Silp Cgil, dopo aver analizzato il testo del decreto-legge del 24 febbraio 2026, parla senza giri di : si tratta dell’ennesima scelta che punta sulla repressione e sulla visibilità politica, invece di affrontare i problemi reali del sistema sicurezza.

Il sindacato chiarisce subito un punto: nessuno mette in discussione la necessità di contrastare la nelle piazze o il porto abusivo di armi. Il nodo, però, è un altro. La sicurezza non si costruisce con slogan e norme che restano sulla carta. Servono risorse, personale e organizzazione. E oggi tutto questo manca.

Il segretario generale Pietro Colapietro elenca le criticità: fino a 12 ore, immediate, zone rosse e Daspo più estesi richiedono e strutture che non ci sono. Gli organici sono ridotti da anni, i turni pesano sempre di più e i pensionamenti superano le nuove assunzioni. In questo quadro, il rischio è semplice: aumentano le , ma non arrivano gli strumenti per gestirle.

Secondo il Silp Cgil, alcune misure hanno un forte impatto mediatico ma scarso effetto concreto. Inasprire le pene per il possesso di coltelli o estendere l’ammonimento ai minori può fare notizia, ma non risolve il disagio sociale che alimenta la violenza. Povertà educativa, mancanza di spazi per i e marginalità urbana restano nodi aperti.

La richiesta del sindacato è chiara: serve un piano serio di assunzioni, più formazione, tecnologie moderne e adeguati. La sicurezza, sostengono, non può essere solo repressione. Deve essere , presenza sul territorio e fiducia tra e istituzioni.

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