“Con la presente, nel rispetto delle indagini in corso, si ritiene necessario smentire con fermezza la notizia diffusa nella mattinata odierna in merito al contenuto delle dichiarazioni che avrebbe reso il minore in sede di interrogatorio, con particolare riferimento all’asserita affermazione: ‘mi spiace di non averla uccisa'”: lo ha precisato il legale della famiglia del tredicenne, Carlo Foglieni.
Anche l’avvocato della professoressa Chiara Mocchi, Angelo Lino Murtas, sottolinea in una nota che non gli risulta “l’esistenza di un verbale in cui il tredicenne avrebbe detto: mi dispiace di non averla uccisa”.
La ricostruzione dell’interrogatorio
Nella sua ricostruzione dell’interrogatorio per Il Corriere della Sera, Giuliana Ubbali aveva scritto che il ragazzino si era “mostrato dispiaciuto, ma per non aver portato a termine l’omicidio”. Il virgolettato della discordia (“Dispiaciuto per non averla uccisa”) compare però nel titolo del pezzo, e ha generato confusione perché, anziché essere attribuito alla fonte che avrebbe riportato la propria impressione alla giornalista, era facilmente interpretabile come un commento del tredicenne stesso.
Nel corso dell’interrogatorio, il ragazzo avrebbe confessato anche la propria intenzione di uccidere la madre e il padre, con i quali risulta avesse però un buon rapporto.
Il “manifesto”
Molto problematico, invece, il rapporto con l’insegnante. “Non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, ne sono stanco, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me anche quando ero chiaramente la vittima”. È quanto si legge nel “manifesto” attribuito al tredicenne.
La visita di Valditara
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha visitato oggi Chiara Mocchi all’ospedale di Bergamo. L’incontro è durato quasi un’ora. Il ministro ha ascoltato le riflessioni della docente e il confronto è stato “molto ricco di spunti e osservazioni”. La professoressa sta meglio e, riferiscono fonti vicine al ministro, sente la mancanza dei suoi studenti e della scuola.
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