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sabato 18 Aprile, 2026
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Decreto bollette, fiducia al governo. ANSA_Giuseppe Lami

Dl Bollette: sì alla fiducia. Le opposizioni: “Decreto inconcludente”

Nessun intervento strutturale, bonus per gli Isee sotto i 25mila euro e addio al carbone rimandato di 13 anni. Strappo dei deputati legati a Vannacci

Da Sergio Di Laccio
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Il governo incassa la fiducia della Camera sul decreto bollette con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. Si apre però una crepa nella maggioranza: i tre deputati legati a Roberto Vannacci, Emanuele Pozzolo (ex FdI), Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (ex Lega), hanno votato contro.
Finora i “vannacciani”, pur mantenendo una postura critica su alcuni provvedimenti quali ad esempio il decreto sulle forniture di armi all’Ucraina, non avevano mai negato la fiducia all’esecutivo. Questo voto contrario rappresenta un cambio di passo, un segnale di autonomia che apre un fronte a destra e certifica l’esistenza di una componente pronta a differenziarsi sui temi economici.
“La fiducia è un sentimento reciproco”, aveva detto Vannacci poche ore prima. Il messaggio è chiaro: per Futuro Nazionale, la campagna elettorale è già iniziata.

Le misure del decreto

Il decreto vale circa 5 miliardi e punterebbe a contenere il caro energia. Tra le principali misure, il contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica a favore dei titolari del bonus sociale e, per chi non rientra nel bonus sociale ma ha un’Isee inferiore ai 25mila euro, un bonus volontario da parte delle aziende venditrici di elettricità. Introdotte anche una serie di misure volte a garantire la trasparenza nelle forniture di energia e gas ai consumatori, tra cui l’obbligo per le aziende venditrici di comunicare periodicamente all’Arera i dati relativi ai propri margini di profitto e la definizione di un accordo quadro sulle modalità di cambio del fornitore.
Intanto, dopo le proroghe degli anni scorsi, l’addio alle centrali a carbone viene rimandato di altri tredici anni, dal 2025 al 2038.

Opposizioni all’attacco

Dure le critiche del Partito Democratico. La deputata Paola De Micheli parla di un decreto “incomprensibilmente inconcludente”, privo di riforme strutturali, e attacca la scarsa lungimiranza dell’esecutivo: “La proroga voluta dall’esecutivo fino al 2038 per l’utilizzo del carbone dimostra, ancora una volta in più, l’assenza di pensare al futuro”.
Sulla stessa linea Italia Viva con Silvia Fregolent: “Il decreto bollette è una goccia nel mare, con Draghi mettemmo 8 miliardi, il governo Meloni pochi spiccioli. Mentre Meloni parla, il Paese si impoverisce”.
Critico anche il Codacons, che parla di un decreto bollette “già superato” e presenta i bonus come un palliativo: “Alla luce del nuovo scenario economico, crediamo il decreto sia del tutto inadeguato ad affrontare la crisi in atto”.

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