Donald Trump torna a scuotere l’Occidente e mette in discussione uno dei pilastri della sicurezza globale. In un’intervista al Telegraph, il presidente degli Stati Uniti ha detto di stare valutando il ritiro del suo Paese dalla Nato, descritta come una “tigre di carta”. Parole pesanti, che aprono uno scenario delicato per l’equilibrio internazionale.
Trump sostiene di non aver mai avuto fiducia nell’Alleanza. A suo giudizio la Nato sarebbe cambiata nel tempo, fino a diventare “irriconoscibile”. Un’organizzazione debole, incapace di reagire alle crisi. Secondo il leader americano, anche il presidente russo Vladimir Putin sarebbe consapevole di questa fragilità.
Le critiche arrivano dopo lo scontro con gli alleati sulla crisi nello Stretto di Hormuz. L’Iran ha bloccato il passaggio delle navi nel pieno della guerra in Medio Oriente, ma molti Paesi europei non hanno partecipato alle operazioni per riaprire la rotta. Trump ha definito questa scelta difficile da capire. Per lui l’intervento doveva essere automatico, senza esitazioni.
Il presidente ha poi rivendicato il ruolo degli Stati Uniti come difensori dell’Occidente. Washington, ha ricordato, ha sostenuto molti partner in passato, anche in conflitti che non riguardavano in modo diretto gli interessi americani, come la guerra in Ucraina.
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