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sabato 18 Aprile, 2026
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Teheran avverte: “Possiamo bloccare Hormuz per molti anni”

Lo Stretto diventa la leva strategica dell'Iran e la rabbia del presidente Trump cresce a seguito del possibile rapimento di un pilota statunitense

Da Laura Laurenzi
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La fine delle ostilità tra Usa, Israele e Iran potrebbe non significare una riapertura totale dello Stretto di Hormuz, uno dei punti più cruciali al mondo per il passaggio del petrolio e del gas naturale. Un alto funzionario della sicurezza di Teheran ha infatti riferito che la Repubblica islamica sarebbe in grado di mantenere il blocco contro le navi statunitensi e alleate “anche per molti anni“. Uno scenario che appare catastrofico per le economie globali.

Allo stesso modo il portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, ha spiegato che lo Stretto è ormai diventato “un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza” e per questo “non tornerà mai allo status che aveva prima“. L’Iran vuole mantenere il controllo di Hormuz, che collega le sue coste alla penisola arabica, forse sviluppando un sistema di dazi: i Paesi “amichevoli” passerebbero liberamente, quelli neutrali pagando un pedaggio, mentre verrebbe vietato il transito alle nazioni considerate “ostili”.

Intanto, il presidente Usa, Donald Trump, è furioso per la gestione del conflitto in Iran. Il tycoon teme il calo dei consensi, tanto da star valutando una fine prematura del conflitto. Al tempo stesso non si esclude un blitz di terra per impadronirsi dell’uranio arricchito. Dopo il possibile rapimento di un militare statunitense, Trump sa benissimo di non potersi permettere ulteriori perdite. “Cosa farò se il nostro pilota è stato catturato? Non posso commentare, ma speriamo che non accada”, ha spiegato il presidente al The Independent, minacciando dure ritorsioni contro l’Iran.

L’ira di Trump per Hormuz e le ricerche del pilota disperso

Al momento per le ricerche del pilota dell’F-15 abbattuto nella notte tra giovedì e venerdì sono state dispiegate unità specializzate di ricerca e soccorso in combattimento che perlustreranno la zona interessata a bordo di elicotteri Blackhawk. Un’operazione estremamente pericolosa e svolta in territorio nemico, mentre le stesse forze iraniane sono impegnate nella ricerca dello stesso soldato.

Le autorità di Teheran hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il militare dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Nel caso in cui riuscissero nel loro intento, avrebbero una vita statunitense da utilizzare nel corso delle trattative. L’Iran ha anche annunciato di avere a disposizione nuovi equipaggiamenti che renderanno più semplice “dare la caccia” ai velivoli Usa.

Intanto, in Iran proseguono i bombardamenti. Nella notte cinque persone sono rimaste ferite in un raid contro un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. L’attacco sarebbe stato messo in atto sia dagli Stati Uniti che da Israele. I missili hanno distrutto tre aziende nella provincia del Khuzestan e diverse colonne di fumo nero sono visibili a chilometri di distanza, come riferito dall’emittente panaraba Al Jazeera.

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