L’ipotesi che gli Stati Uniti procedano con un’operazione militare di terra in Iran è sempre più vicina. Secondo alcune fonti del Washington Post, il presidente Donald Trump starebbe valutando di inviare alcuni soldati statunitensi nell’area di Teheran per estrarre quasi 450 chilogrammi di uranio. Una missione che permetterebbe al presidente della Casa Bianca di dichiarare estinto il pericolo nucleare in Iran e quindi concludere la guerra entro metà aprile.
L’unico vero deterrente alla missione è rappresentato dai rischi in cui potrebbero incorrere i militari. Solo per questa ragione il tycoon starebbe prendendo tempo prima di dare il via libera all’operazione. Il conflitto in Iran prosegue ormai da più di un mese e, sin dai primi bombardamenti, era apparso chiaro che questa guerra fosse destinata a tempi ben più lunghi dei 12 giorni di raid dello scorso giugno.
La strategia di Trump in Iran
Il regime degli Ayatollah è riuscito a sopravvivere, nonostante l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di diversi altri vertici della sicurezza. Secondo diversi rapporti degli 007 Usa, questo non è a rischio collasso e solamente un intervento più capillare, magari proprio con una guerra di trincea, potrebbe portare alla caduta del potere iraniano. Un piano sostenuto dai Paesi arabi, Riad in primis, al fine di ottenere una riorganizzazione dell’intero Medio Oriente.
Trump, però, non sembra interessato a una guerra di logoramento. Al momento, gli obiettivi sono la liberazione dello Stretto di Hormuz, per garantire una ripresa del passaggio delle petroliere e delle navi mercantili, e il controllo sull’isola di Kharg, uno dei centri del potere economico dell’Iran. La missione di terra ipotizzata dal presidente Usa si inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di dichiarare la vittoria il prima possibile.
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