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sabato 18 Aprile, 2026
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Giuseppe Conte

“Per vincere le elezioni Schlein dovrebbe cedere lo scettro a Conte”

L'opinione di Paolo Mieli sul Corriere della Sera: "Le primarie? Una contesa insidiosa, dai probabili risvolti destabilizzanti"

Da Maria Vittoria Ciocci
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Le primarie del centrosinistra hanno conquistato l’attenzione che, fino a una settimana fa, era riservata alla campagna referendaria per la Riforma della Giustizia. La vittoria del No ha rincuorato l’opposizione, in quanto ha provato che Giorgia Meloni si può battere. E Paolo Mieli, giornalista del Corriere della Sera, su questo ha le idee chiare: “La vincitrice è Elly Schlein” – scrive tra le pagine del quotidiano. Ma per quanto la segretaria del Partito Democratico vanti di essere riuscita a mantenere il campo largo unito, viene da chiedersi se possa potenzialmente battere la leader di Fratelli d’Italia, che i sondaggi danno ancora intorno al 30%.

Anche su questo Mieli non ha dubbi: “Schlein e il suo partito farebbero bene a tener duro sui punti più qualificanti del programma e lasciare a Conte il ruolo di competitore contro Giorgia Meloni”. La sua riflessione si sviluppa intorno al curriculum vitae dei due candidati. Il leader del M5s, oltre ad avere “vent’anni in più”, ha già ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio.

Non solo: gode di una certa popolarità e sostegno da parte degli elettori del centrosinistra. Tanto che – se proprio Conte e Schlein volessero aprirsi alle primarie – i sondaggi lo vedono in vantaggio sulla segretaria dem. “Schlein, cedendogli lo scettro, eviterebbe una contesa insidiosa, dai probabili risvolti destabilizzanti” – riflette Mieli. E aggiunge: “Il futuro, ne siamo certi, la ripagherebbe. Forse anche un futuro più prossimo di quanto immagini”.

Non è detto, infatti, che gli elettori del No affluiscano tutti nel centrosinistra in occasione delle elezioni del 2027. Per battere Giorgia Meloni serve un nome forte e, a sostegno della sua tesi, Mieli ricorda quando, per battere Silvio Berlusconi, “i segretari del partito di maggioranza cedettero il ruolo di sfidante prima a Romano Prodi, poi a Francesco Rutelli”. Nel primo caso con successo.

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