googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
sabato 18 Aprile, 2026
Logo La Sintesi

Finisce la fuga del super latitante Roberto Mazzarella

Catturato a Vietri sul Mare il quarto nella lista dei latitanti più pericolosi. È accusato dell'omicidio di Antonio Maione, un innocente ucciso 24 anni fa per vendetta trasversale

Da Silvia Forconi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La fuga di Roberto Mazzarella, uno dei quattro uomini più ricercati d’Italia, si è conclusa nella notte a Vietri sul Mare. Il boss, colonna portante dell’omonimo clan, era latitante dal gennaio 2025, quando era riuscito a dileguarsi un attimo prima che scattassero le manette.

Dietro l’arresto di oggi c’è una storia che risale a ventiquattro anni fa. Mazzarella è accusato di essere il mandante e l’esecutore dell’omicidio di Antonio Maione, ucciso il 15 dicembre del 2000. Il ragazzo non era un camorrista, ma un innocente, “colpevole” solo di essere il fratello del sicario che aveva eliminato Salvatore Mazzarella. Fu una vendetta trasversale spietata, consumata a colpi di pistola in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, lo storico feudo del clan nella periferia di Napoli Est.

Giustizia dopo ventiquattro anni

Per quell’agguato mortale ci sono voluti oltre due decenni di indagini e arresti per arrivare a chiudere il cerchio. Il mandato di cattura emesso all’inizio dell’anno scorso aveva finalmente dato una svolta al caso, ma il boss era stato più veloce, scomparendo nel nulla. L’arresto di Mazzarella non è solo un successo operativo per lo Stato, ma rappresenta un risarcimento morale per la memoria di una vittima innocente. Dopo un quarto di secolo, il nome di Antonio Maione trova finalmente giustizia, mentre il clan perde uno dei suoi pezzi da novanta.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata