Sono quindici gli esperti chiamati a valutare le opere secondo criteri di “qualità artistica” e “identità culturale”. Due di loro, Massimo Galimberti e Paolo Mereghetti, si sono dimessi in seguito alla decisione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, il quale ha ritenuto il documentario su Giulio Regeni non idoneo a ottenere i finanziamenti pubblici per la sua realizzazione. Immediata la reazione di diversi produttori e delle opposizioni.
Galimberti faceva parte della prima sezione della Commissione, quella incaricata di valutare i progetti dei giovani autori. È anche consulente editoriale e story editor per opere destinate al piccolo e grande schermo, oltre a ricoprire il ruolo di organizzatore culturale e docente presso l’Università di Roma Tre.
Dal canto suo, Mereghetti è un noto critico cinematografico, membro della seconda sezione della Commissione, che si occupa delle sceneggiature per il cinema, la tv e per il web. Entrambi, in mattinata, hanno inviato una lettera al capo della Direzione Cinema e Audiovisivo Carlo Giorgio Brugnoni, rinunciando ufficialmente all’incarico.
“Giulio Regeni, tutto il male del mondo”, documentario diretto da Simone Manetti, ha vinto il premio Nastro della Legalità 2026. Ripercorre la storia del ricercatore torturato e ucciso in Egitto, le cui dinamiche che hanno portato irrimediabilmente alla tragedia rimangono tutt’oggi un mistero.
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