giovedì 13 Agosto 2026
Giulio Regeni

Dopo lo stop ai fondi per il film di Regeni due commissari della Cultura si dimettono

Lo story editor Galimberti e il critico Mereghetti si uniscono alla protesta e rinunciano all'incarico

Di Maria Vittoria Ciocci
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Sono quindici gli chiamati a valutare le opere secondo criteri di “qualità artistica” e “ culturale”. Due di loro, Massimo Galimberti e Paolo Mereghetti, si sono dimessi in seguito alla decisione del , il quale ha ritenuto il documentario su Giulio Regeni non idoneo a ottenere i pubblici per la sua realizzazione. Immediata la reazione di diversi produttori e delle opposizioni.

Galimberti faceva parte della prima sezione della Commissione, quella incaricata di valutare i progetti dei giovani autori. È anche consulente e story editor per opere destinate al piccolo e grande schermo, oltre a ricoprire il ruolo di organizzatore culturale e docente presso l’Università di Tre.

Dal canto suo, Mereghetti è un noto critico cinematografico, membro della seconda sezione della Commissione, che si occupa delle sceneggiature per il cinema, la tv e per il . Entrambi, in mattinata, hanno inviato una lettera al capo della Direzione Cinema e Audiovisivo Carlo Giorgio Brugnoni, rinunciando ufficialmente all’incarico.

“Giulio Regeni, tutto il male del mondo”, documentario diretto da Simone Manetti, ha vinto il premio Nastro della Legalità 2026. Ripercorre la storia del ricercatore torturato e ucciso in , le cui dinamiche che hanno portato irrimediabilmente alla tragedia rimangono tutt’oggi un mistero.

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