”Antonio e Marina si vedono spesso, non è un evento epocale”. Così i fedelissimi del segretario minimizzano l’incontro, ma in realtà nel partito c’è grande attesa. La primogenita del fondatore è diventata negli ultimi tempi il punto di riferimento per i delusi del movimento, che cercano in lei una proposta politica o rinnovamento in vista delle Politiche del 2027.
Mulè contro Barelli
Nelle ultime ore, le voci di un avvicendamento alla guida del gruppo alla Camera sono diventate insistenti. L’attuale capogruppo Paolo Barelli, consuocero e fedelissimo di Tajani, potrebbe lasciare il posto a Giorgio Mulè. Quest’ultimo, attuale vicepresidente della Camera e volto noto di FI nei programmi televisivi, ha una lunga storia professionale nel gruppo editoriale della famiglia Berlusconi (da Panorama a Videonews).
L’indicazione di Mulè potrebbe segnare una svolta. Inizialmente visto come un “ribelle” improponibile per il segretario, la sua ascesa sarebbe uno smacco per la linea Tajani, che tuttavia sembra ora convinto che un cambiamento radicale sia l’unica soluzione per la tenuta del partito.
Le alternative e il futuro di Barelli
Restano in campo altri nomi come Enrico Costa, protagonista della campagna referendaria, e Pietro Pittalis. Entrambi, però, sono giudicati troppo vicini alla segreteria, motivo per cui la “carta Mulè” guadagna terreno come possibile opzione.
Per Paolo Barelli si starebbe studiando un’uscita “morbida” verso un incarico da sottosegretario. Risultano infatti cinque posizioni vacanti, anche se molte di queste deleghe sarebbero incompatibili con il suo ruolo di presidente della Federazione Italiana Nuoto (FIN), a cui dovrebbe rinunciare.
Un’altra casella pronta a liberarsi sarebbe proprio la vicepresidenza della Camera, qualora Mulè venisse scelto come capogruppo. Si attendono gli esiti del pranzo milanese per sciogliere le riserve.
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