Se lo stretto di Hormuz non riapre entro tre settimane, gli aeroporti europei rischiano di restare senza carburante. È l’allarme lanciato dall’associazione degli hub europei (Aci Europe) in una lettera. L’associazione fa notare che, non solo le forniture di carburante stanno terminando, ma che “l’impatto delle attività militari sulla domanda” di petrolio sta rendendo ancor più difficile il rifornimento dei velivoli.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Aci Europe ha comunicato la sua preoccupazione al commissario europeo ai trasporti, il greco Apostolos Tzitzikostas, invitando l’Europa ad attivarsi per monitorare la situazione e tutelare il comparto: “Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue.”
Nella missiva l’associazione mette in guardia anche dai rischi che l’economia europea corre se non trova soluzioni per il carburante: “Al momento non esiste una mappatura, una valutazione o un monitoraggio a livello europeo della produzione e della disponibilità di carburante per aerei ma una crisi dell’approvvigionamento comprometterebbe gravemente le operazioni aeroportuali e la connettività aerea, con il rischio di gravi ripercussioni economiche per le comunità colpite e per l’Europa in caso di carenza sistemica di carburante per aerei”.
La carenza di carburante in Italia
L’Italia ha già provato sulla sua pelle le conseguenze negative della carenza di carburante, tanto che negli scorsi giorni gli aeroporti di Linate, Venezia, Bologna, Treviso e Reggio Calabria hanno dovuto contingentare i rifornimenti. Lo scalo di Brindisi, invece, era rimasto completamente a secco.
La carenza di carburante, oltre che far salire alle stelle i prezzi degli aerei, rischia di lasciare a terra migliaia di passeggeri (Ryanair, ad esempio aveva annunciato che nel periodo da maggio a luglio avrebbe potuto valutare un taglio dei voli pari al 5%).
L’impatto per l’economia italiana sarebbe devastante, le vacanze estive, e il turismo ad esse connesse, potrebbero saltare, così come il diritto alla mobilità.
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