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sabato 18 Aprile, 2026
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Ungheria al voto: ecco chi è lo sfidante di Orbán

Domani il voto per la presidenza ungherese. Due generazioni contrapposte a confronto, il Premier al potere dal 2010 e lo sfidante Magyar, ex fedelissimo del regime oggi alla guida del partito Tisza

Da Silvia Forconi
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Da una parte c’è il premier ungherese Viktor Orbán, 62 anni, al potere dal 2010 e ormai leader europeo più longevo in carica, l’uomo che ha trasformato l’Ungheria in una roccaforte del nazionalismo sovranista. Dall’altra c’è Peter Magyar, 45 anni, prima dentro al sistema Fidesz, oggi leader di Tisza e primo avversario davvero in grado di poter battere Orban dopo molti anni.

Orbán: il potere indiscusso

Orbán è nato nel 1963 in un villaggio a ovest di Budapest, ha studiato legge e per un breve tempo ha studiato filosofia politica ad Oxford, prima di arrivare al Governo. E’ stato uno dei volti della svolta post-comunista quando nel 1989, da giovane avvocato, sfidò i sovietici chiedendo pubblicamente il ritiro delle truppe. Dopo aver fondato il partito Fidesz, a 35 anni salì per la prima volta al Governo per poi perdere il potere nel 2002 e riconquistarlo nel 2010. Sostenitore della “democrazia illiberale”, ha stretto rapporti con Donald Trump e Vladimir Putin, mantenuto legami stretti con la Cina e portato l’Ungheria in rotta di collisione perenne con Bruxelles, distinguendo la propria linea da quella degli altri Paesi dell’Unione.

Magyar: il ribelle

Magyar, nato nel 1981 in una famiglia di avvocati, ha studiato legge, ha lavorato per il ministero degli Esteri e poi per l’ufficio del primo ministro a Bruxelles. Nel 2006 ha sposato Judit Varga (con cui ha poi divorziato) che diventerà ministra della Giustizia di Orbán.  La sua esplosione politica è arrivata nel 2024, dopo il caso del perdono concesso a un uomo coinvolto in una vicenda di abusi sessuali su minori, scandalo che ha travolto la ex-moglie Varga, portando il suo partito, Tisza, a vette nei sondaggi mai raggiunte da un oppositore negli ultimi sedici anni.

Due generazioni a confronto

Il voto di domani mette di fronte il mondo di un elettorato rurale e conservatore come quello di Orbán, e dall’altro una classe media urbana e una nuova generazione che, pur non rinnegando le proprie radici, chiede a Magyar un cambio di passo.

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