Roberto Cingolani non è stato riconfermato alla guida di Leonardo e non nasconde lo stupore per le modalità dell’addio, avvenuto senza aver ricevuto neanche una chiamata. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, avrebbe provato fino all’ultimo a far cambiare idea alla Premier ma senza successo.
Davanti al suo staff l’AD uscente parla di ”ore di trepidazione più che di amarezza’‘, sicuro che la scelta di Palazzo Chigi non sia legata ai risultati ottenuti. Infatti, sotto la sua guida, Leonardo ha registrato alti livelli scientifici, tecnologici ed economici. Ma per ora l’ex ministro, che si è visto voltare le spalle dal Governo che nel 2023 lo aveva nominato, preferisce non alimentare polemiche. Entrerà nel merito dell’esclusione solo quando avrà ”tutti i dati” a disposizione per analizzare il caso.
Le ipotesi
Secondo fonti ufficiose ”Cingolani è un ottimo manager, ma si è preso troppe libertà’‘. In sintesi, si sarebbe rotto il legame di fiducia con la Presidenza del Consiglio, da li la scelta di una sostituzione.
Oltre alla questione delle libertà prese dal manager, peserebbe la sua vicinanza a Guido Crosetto, che aveva portato alla nascita di Michelangelo Dome. Si tratta di un sistema che usa l’intelligenza artificiale per sorvegliare i cieli e bloccare sul nascere minacce come droni o missili, proprio come fa l’Iron Dome che protegge Israele. Inoltre Crosetto lo ha difeso fino all’ultimo, ricordando che ”non è la politica che giudica un AD, ma i numeri e i mercati”.
La tensione tra Palazzo Chigi e il Ministero della Difesa è stata tale che ieri sono circolate persino voci, poi rivelatesi esagerazioni, di possibili dimissioni del ministro per solidarietà con l’amico e manager.
Il ritorno di Mariani
A confermare il cambio di rotta è la nomina di Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato della multinazionale. Mariani, già manager interno che con Cingolani aveva ricoperto il ruolo di condirettore generale, era stato allontanato dall’azienda lo scorso anno, rientrando in MBDA. La sua ascesa segna un cambio di rotta definitivo rispetto alla gestione precedente.
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