giovedì 13 Agosto 2026
Donald Trump. EPA_SALWAN GEORGES POOL

Trump crolla nei sondaggi: bocciato da due americani su tre

Quando alle elezioni di midterm mancano solo sei mesi, il tycoon registra gli indici di approvazione più bassi del suo secondo mandato: influisce la guerra in Iran, ma anche il costo della vita

Di Giustino Marai
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Il consenso per Donald Trump continua a calare e preoccupa sempre più i Repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato, distanti poco più di sei mesi. Una serie di sondaggi condotti da Reuters-Ipsos, Ap-Norc e Nbc colloca l’indice di approvazione tra il 33% e il 36%, il livello più basso del suo secondo mandato.

e costo della vita

A pesare è soprattutto la percezione negativa dell’economia. Secondo Ap-Norc, sette americani su dieci giudicano la situazione economica negativa e il 72% ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata. L’approvazione della gestione economica di Trump si ferma al 30%, mentre solo il 23% promuove le politiche sul costo della vita. Dati che contrastano con le dichiarazioni del presidente, che pochi giorni addietro ha descritto gli Stati Uniti come il “Paese più del mondo”, e non più il Paese “morto, di cui tutti ridevano” come tempi di “Sleepy Joe Biden”.

La guerra in Iran

Le difficoltà emergono anche sul fronte della politica estera. Il 67% degli americani boccia la gestione del conflitto con l’Iran e il 61% si oppone a ulteriori interventi militari. Nonostante ciò, secondo Nbc News l’83% degli elettori repubblicani continua ad approvare l’operato di Trump, un dato soltanto in lieve calo rispetto alle rilevazioni .
Molti dubitano però della sua capacità di e della sua lucidità mentale: solo il 26% considera Trump un “equilibrato”, con una spaccatura netta tra i repubblicani (53% contro 46%). Oltre la metà degli intervistati e circa il 14% dei repubblicani ritiene che la sua lucidità sia peggiorata nell’ultimo anno. Le recenti dichiarazioni aggressive contro la Nato, la Groenlandia e il Papa e le inquietanti rivolte a Teheran hanno contribuito ad allarmare l’elettorato, in particolare i e gli indipendenti.

L’ICE e le deportazioni

Un altro nodo è rappresentato dalla linea dura sull’immigrazione, con l’ICE che ha iniziato a spadroneggiare in molte città, a condurre violenti raid al di fuori di ogni criterio di legalità, a strappare alle loro famiglie, ad arrestare e deportare cittadini che avevano pieno diritto di vivere negli Stati Uniti.
Secondo Reuters-Ipsos, il 52% degli americani è meno propenso a votare candidati che sostengono le politiche di deportazione di Trump, contro il 42% che le appoggia. Tra gli indipendenti il divario è ancora più marcato (57% contro 32%).

Per il Partito Repubblicano, chiamato a novembre a difendere la maggioranza al Congresso, la situazione si fa sempre più complicata. Il sostegno resta alto tra gli elettori più fedeli, ma negli Stati contesi, i cosiddetti swing States, l’erosione del consenso potrebbe risultare fatale.

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