La corte di Assise di Parma, presieduta dal giudice Alessandro Conti, ha condannato Chiara Petrolini a 24 anni e 3 mesi di carcere, due in meno rispetto ai 26 anni chiesti dalla Procura.
La ragazza di 22 anni, accusata di aver ucciso e occultato i corpi dei due figli appena nati, è stata assolta per la morte del primogenito, partorito all’insaputa dei genitori e del fidanzato, il 12 maggio 2023. Non ci sarebbero prove sufficienti per accertare la colpevolezza della giovane e determinare con certezza le cause della morte del bambino. Tuttavia la Corte ha ritenuto Chiara Petrolini colpevole dell’occultamento del cadavere del neonato.
Per quanto riguarda il secondogenito, invece, la ventiduenne è stata ritenuta responsabile dell’omicidio, con l’aggravante delle premeditazione. Chiara Petrolini avrebbe fatto delle ricerche su internet che dimostrerebbero la pianificazione del gesto estremo.
Secondo i medici legali il neonato partorito nell’agosto del 2024, sarebbe morto per dissanguamento, dopo il taglio del cordone ombelicale. L’occultamento del cadavere sarebbe però meno grave in quanto il corpo del bambino era sepolto meno in profondità, tanto che fu scoperto da un cane.
Dopo la sentenza, Chiara Petrolini torna ai domiciliari, in attesa di capire come dovrà scontare la pena.
Fidanzato e genitori in Aula
Dopo circa tre ore di Camera di consiglio, il giudice Alessandro Conti ha letto la sentenza, che Chiara Petrolini ha ascoltato impassibile. La ragazza, secondo quanto riportato dall’Ansa, si è lasciata andare solo a fine udienza, quando ha pianto con i genitori dopo aver parlato con loro qualche minuto.
In aula era presente anche l’ex fidanzato di Chiara Petrolini, Samuel Granelli, ignaro dello stato di gravidanza della ragazza. La legale di Granelli ha raccontato di come Samuel si sia sentito tradito e ignorato da Chiara, che lo ha privato del diritto di essere padre.
La corte ha riconosciuto per lui un risarcimento provvisionale da 100,000 euro.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
