Alle 21.50 del 26 maggio Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, e suo fratello Gianfranco, 20 anni, passano davanti a un gruppo di diciassette ragazzi – poco più che maggiorenni – vestiti di nero, appostati presso la stazione di Certosa, che urlano: “Siamo i re, siamo i Latin King”. I due giovani si trovano lì per accompagnare i genitori a casa. Alle 22.15 tornano lungo il binario 1 per prendere il treno in direzione Segrate. Li raggiunge un amico di Gianluca. Silvera verrà fermato dalla gang e ucciso a calci, pungi e coltellate.
Gli inquirenti ritengono che l’omicidio sia premeditato. Da una prima ricostruzione dei fatti, gli investigatori confermano che la banda ha agito “con un’azione preordinata dell’intero gruppo che si muoveva in modo unitario e coordinato lungo la banchina, controllando eventuali vie di fuga”. Non solo, i giovani si sarebbero posizionati “attorno a loro, fissandoli con lo sguardo e iniziando in modo minaccioso a strisciare per terra le bottiglie di vetro che avevano in mano”. I Latin King, ai quali i ragazzi fanno riferimento, sono un’organizzazione criminale nata a Chicago negli anni ’40 e diffusa in tutto il mondo.
L’aggressione
“Fermatevi figli di pu…., stro…”. Si rivolgono così ai due fratelli e all’amico, che tentano la fuga. Gianluca però cade e viene immediatamente raggiunto da uno dei membri della gang, che lo accoltella almeno quattro volte alle gambe. Si tratta di Jefferson Smit Echevarria Verano, un giovane peruviano di diciannove anni, residente a Canegrate. Attualmente si trova dietro le sbarre nel carcere di San Vittore. Lo segue un argentino di vent’anni, che però è scappato all’estero e ora è ricercato.
Il corpo tumefatto di Silvera viene poi trascinato fino al binario 6 e abbandonato “all’interno di una stretta e profonda intercapedine”. Qui il ventiduenne morirà a causa di una ferita profonda, inferta sulla zona femorale. Vano il tentativo del fratello Gianfranco e del padre di soccorrerlo. Grazie a loro però verranno individuati i responsabili dell’aggressione.
Sono sei al momento i potenziali colpevoli, fermati dalla Squadra mobile della Polizia milanese. Tutti, così come Echevarria Verano, dovranno rispondere dell’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione. Tra gli indagati il ventenne Omar Jair Rey Cordova, conosciuto con diversi soprannomi quali Reyomar su TikTok, Yo-Rey su Instagram oppure Reystreetbandana. Lo seguono oltre diecimila follower.
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