Il regista 83enne Martin Scorsese si è messo a capo del fronte dei lavoratori di Hollywood che sono apertamente favorevoli all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per produrre prodotti cinematografici. L’idea di fondo è che il cinema sia un’arte ancora troppo giovane per ancorarsi alle tradizioni e dimenticarsi di progredire. Proprio per questo l’IA dovrebbe essere uno strumento osservato con curiosità e non solamente con una paura cieca.
Scorsese è quindi diventato socio e consulente di Black Forest Lab, una startup specializzata nella generazione di immagini e video tramite modelli di IA. Il regista ha dichiarato di voler utilizzare questa tecnologia per elaborare con più facilità e velocità gli storyboard dei suoi film. Si tratta in sostanza degli schizzi visivi con cui viene raccontato il film prima di essere girato con la camera.
L’IA spacca Hollywood
Il regista di Killers of the Flower Moon non è l’unico che a Hollywood inizia ad avvicinarsi con interesse a questi nuovi strumenti. James Cameron, regista di capolavori come Titanic e Avatar, già nel 2024 era entrato nel consiglio di amministrazione di Stability AI, ovvero una società che produce strumenti di precisione guidati dall’Intelligenza Artificiale. Il regista si è detto minimamente preoccupato dell’evoluzione di questa tecnologia, chiarendo che l’IA potrà solo spingere Hollywood a raggiungere nuovi picchi e i suoi lavoratori a essere “più creativi e fuori dagli schemi”.
Anche tra gli attori, c’è chi inizia a osservare con meno timore questi strumenti. Al Festival di Cannes 2026, l’attrice Demi Moore ha spiegato di credere che “l’opposizione non faccia altro che generare altra opposizione”. Quindi anche la sua categoria dovrebbe impegnarsi a comprendere come sfruttare a proprio vantaggio questa evoluzione. “L’intelligenza artificiale è già una realtà. Combatterla significa combattere una battaglia che perderemo”, ha spiegato, guadagnandosi anche qualche occhiata di scetticismo tra i suoi colleghi.
Tra i principali oppositori dell’IA a Hollywood c’è ad esempio Guillermo del Toro, il quale ha dichiarato di non essere affatto interessato a questo tipo di strumenti e di auspicare di non esserlo mai. Accettando il premio Vanguard Tribute per il suo Frankenstein aveva descritto il suo film come “fatto deliberatamente da esseri umani e per esseri umani”. Il regista Steven Spielberg si espone meno, chiarendo di essere disposto a utilizzare l’IA ma solo come supporto e mai come sostituto.
L’allerta dei sindacati degli attori e dei registi
Una posizione che rincuora i sindacati del settore, che già nel 2023 si erano uniti per protestare contro l’evoluzione incontrollata dell’IA. Diversi attori avevano anche firmato dei contratti per prevenire la sostituzione della forza lavoro umana e la conseguente svalutazione economica e professionale degli iscritti. Questi contratti sono in scadenza il 30 giugno e se non verranno rinnovati si rischia uno sciopero di ingenti dimensioni. Una situazione che rischia di arrivare anche in Italia. Diversi professionisti del settore hanno già adottato le prime tutele. Un esempio è Luca Ward che a febbraio 2026 ha depositato il proprio timbro vocale per tutelarsi da eventuali repliche non autorizzate create con IA.
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