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domenica 26 Aprile, 2026
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Jared Kushner e Steve Witkoff ph X

Trump invia Witkoff e Kushner a Islamabad per negoziare. Vance resta in stand by

Il vicepresidente Usa li raggiungerà solo in caso di progressi concreti in vista di un accordo. Mistero sul futuro di Ghalibaf a guida della delegazione iraniana. La Casa Bianca: "Da Teheran segnali incoraggianti"

Da Laura Laurenzi
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C’è grande attesa per il possibile secondo round negoziale che nel weekend potrebbe svolgersi a Islamabad, in Pakistan. Nelle prossime ore atterrerà nella capitale l’aereo con a bordo la delegazione iraniana presieduta dal ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Anche gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di una loro delegazione, che però sarà più ristretta delle precedenti. Il vicepresidente Usa, JD Vance, infatti, non prenderà parte al viaggio.

“Posso confermare che l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno nuovamente per il Pakistan domani mattina per avviare dei colloqui diretti”, ha infatti annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox News. Vance è comunque pronto a partire, ma la sua presenza sarà assicurata solamente quando vi saranno dei reali progressi nelle trattative, come specificato dal New York Times. Il vicepresidente dovrebbe comunque prendere parte ai colloqui attraverso delle telefonate, a seconda delle necessità che si presenteranno.

Usa: “Dall’Iran segnali incoraggianti”

“Speriamo che sia una conversazione produttiva e che faccia avanzare le cose verso un accordo”, ha spiegato ancora Leavitt, lasciando intendere che siano stati proprio i vertici di Teheran a chiedere questo secondo incontro. “Gli iraniani hanno fatto la loro parte come il Presidente aveva chiesto loro di fare e hanno chiesto questo colloquio di persona, quindi il presidente sta inviando Steven e Jared ad ascoltare ciò che hanno da dire”, ha dichiarato, sostenendo che ora è il compito dell’Iran dimostrare di essere interessato alla diplomazia.

Al momento, le aspettative sono ottimiste. La Casa Bianca ha infatti dichiarato di aver assistito a diversi progressi nei rapporti con Teheran negli ultimi giorni. Gli ultimatum Usa, però, non si fermano. Il segretario della Difesa, Pete Hegseth, ha dichiarato che “il Pentagono sarà pronto ad agire e intraprendere qualunque azione necessaria se non vi fosse un’intesa con Teheran”.

Le richieste degli Stati Uniti restano le stesse: la Repubblica islamica dovrà abbandonare le armi nucleari. Una richiesta osservata con un certo scetticismo dal Parlamento iraniano. Oggi, il capo del team negoziale iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, si è dimesso dal suo incarico “per dissidi interni”. Sembra che a quest’ultimo sia proprio stata contestata la decisione di cercare di includere la questione delle armi nucleari nei colloqui con Washington. Una notizia al momento smentita da Teheran.

Leggi anche: “Ghalibaf ha lasciato il team negoziale per dissidi interni”. Araghchi oggi atteso a Islamabad

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