lunedì 15 Giugno 2026
Jared Kushner e Steve Witkoff ph X

Trump invia Witkoff e Kushner a Islamabad per negoziare. Vance resta in stand by

Il vicepresidente Usa li raggiungerà solo in caso di progressi concreti in vista di un accordo. Mistero sul futuro di Ghalibaf a guida della delegazione iraniana. La Casa Bianca: "Da Teheran segnali incoraggianti"

Da Laura Laurenzi
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C’è grande attesa per il possibile secondo round negoziale che nel weekend potrebbe svolgersi a , in Pakistan. Nelle prossime ore atterrerà nella capitale l’aereo con a bordo la delegazione iraniana presieduta dal ministro degli Esteri, . Anche gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di una loro delegazione, che però sarà più ristretta delle precedenti. Il vicepresidente , JD , infatti, non prenderà parte al viaggio.

“Posso confermare che l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno nuovamente per il Pakistan domani mattina per avviare dei colloqui diretti”, ha infatti annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’ a Fox News. Vance è comunque pronto a partire, ma la sua presenza sarà assicurata solamente quando vi saranno dei reali progressi nelle trattative, come specificato dal . Il vicepresidente dovrebbe comunque prendere parte ai colloqui attraverso delle telefonate, a seconda delle necessità che si presenteranno.

Usa: “Dall’Iran segnali incoraggianti”

“Speriamo che sia una conversazione produttiva e che faccia avanzare le cose verso un accordo”, ha spiegato ancora Leavitt, lasciando intendere che siano stati proprio i vertici di Teheran a chiedere questo secondo incontro. “Gli iraniani hanno la loro parte come il Presidente aveva chiesto loro di fare e hanno chiesto questo colloquio di persona, quindi il presidente sta inviando Steven e Jared ad ascoltare ciò che hanno da dire”, ha dichiarato, sostenendo che ora è il compito dell’Iran dimostrare di essere interessato alla diplomazia.

Al momento, le aspettative sono ottimiste. La Casa Bianca ha infatti dichiarato di aver assistito a diversi progressi nei rapporti con Teheran negli ultimi giorni. Gli ultimatum Usa, però, non si fermano. Il segretario della Difesa, Pete , ha dichiarato che “il Pentagono sarà pronto ad agire e intraprendere qualunque azione necessaria se non vi fosse un’ con Teheran”.

Le richieste degli Stati Uniti restano le stesse: la Repubblica islamica dovrà abbandonare le armi nucleari. Una richiesta osservata con un certo scetticismo dal Parlamento iraniano. Oggi, il capo del team negoziale iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, si è dimesso dal suo incarico “per dissidi interni”. Sembra che a quest’ultimo sia proprio stata contestata la decisione di cercare di includere la questione delle armi nucleari nei colloqui con . Una notizia al momento smentita da Teheran.

Leggi anche: “Ghalibaf ha lasciato il team negoziale per dissidi interni”. Araghchi oggi atteso a Islamabad

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