Tensioni ai cortei per il 25 aprile
Un uomo e una donna sono stati raggiunti dai proiettili di gomma di una pistola ad aria compressa mentre partecipavano al corteo dell’Anpi a Roma per la Festa della Liberazione. A Milano la brigata ebraica è stata contestata, insultata e costretta a lasciare il corteo. Il 25 aprile 2026 resterà nella storia per le tensioni che hanno attraversato il Paese e per le contestazioni violente. Nella Capitale ad aprire il fuoco sulla folla sarebbe stato un uomo in mimetica verde, con indosso un casco integrale e a bordo di uno scooter. Avrebbe sparato tre colpi quando il corteo ha raggiunto parco Schuster, raggiungendo lui alla mano e al collo e lei alla spalla. Sanguinanti, sono stati entrambi subito soccorsi (Corriere della Sera).
La donna ha raccontato i dettagli dell’episodio, sostenendo che l’aggressore sarebbe un uomo giovane che avrebbe agito in pochi secondi. Le ferite riportate da lei e il suo compagno non sono gravi, ma restano il simbolo di una violenza che si manifesta anche in un giorno di celebrazione. Le indagini della Procura di Roma sono partite immediatamente per individuare l’uomo che ha aperto il fuoco (La Repubblica).
Immediata la condanna del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha definito “gravissimo” quanto avvenuto nella capitale, per poi confermare gli sforzi degli investigatori per individuare quanto prima il sospettato (Il Messaggero). A Milano è Giuseppe Sala a criticare quanto avvenuto nel corso delle manifestazioni. “Siete solo saponette mancate”, è stato urlato contro la Brigata ebraica, poi allontanata dai manifestanti pro-Pal. “C’era da aspettarselo, è anche per il clima che si è creato in quest’ultima fase”, ha sostenuto il primo cittadino (Corriere Milano).
Nuovo flop nei negoziati in Iran
Il secondo round di colloqui in Pakistan tra Usa e Iran non si è mai svolto. Il presidente Usa, Donald Trump, ha cancellato la missione di Jared Kushner e Steve Witkoff a Islamabad, sostenendo che non vi fossero le prerogative per raggiungere un accordo. Intanto, la delegazione di Teheran era già arrivata a Islamabad e aveva consegnato ai mediatori la sua nuova proposta per un accordo di pace. Un testo ritenuto “esaustivo”, ma che non rispondeva alle richieste Usa: lo smantellamento del programma nucleare iraniano, limiti più rigidi sul programma balistico e garanzie per l’apertura dello Stretto di Hormuz (La Stampa).
L’annullamento del viaggio della delegazione iraniana non significa la ripresa della guerra, ha specificato Trump. I timori di una ripresa dei bombardamenti cominciano comunque a farsi strada tra gli esperti. L’ala oltranzista dei Pasdaran continua a inviare messaggi minatori a Washington, sostenendo che, se gli Usa continueranno con i blocchi navali allora Teheran risponderà con “un’azione militare potente” (Il Fatto Quotidiano).
Negli Stati Uniti monta anche il mistero legato alla figura di Marco Rubio, il segretario di Stato che da qualche settimana è divenuto una figura fantasma. Il braccio destro del tycoon non ha avuto alcun ruolo nei negoziati con l’Iran, così come non è stato coinvolto nella risoluzione della crisi ucraina o palestinese (Domani). Il Repubblicano potrebbe aver deciso di tutelarsi in vista di una futura corsa alla Casa Bianca.
Le divisioni interne all’Iran
A pesare sull’accordo di pace sarebbero anche le divisioni interne presenti in Iran. Il sistema decisionale appare frammentato e le catene di comando indebolite. Qualunque decisione potrebbe cambiare il destino del Paese e i vertici della Repubblica islamica lo sanno benissimo. I Pasdaran sembrano irremovibili dalla loro posizione oltranzista e soprattutto nella loro avversione agli Stati Uniti. Anche per questo, gli incontri e i colloqui continuano ad essere rimandati (La Stampa).
Le Guardie della Rivoluzione stanno esercitando pressioni affinché non si arrivi ad un accordo e non si scenda a compromessi con Washington. La mancanza di equilibrio e di una presa di posizione chiara è dovuta anche alla debolezza della leadership di Mojtaba Khamenei. La Guida Suprema è ferita, incapace di parlare e costretta a comunicare con pizzini. A mancare, quindi, è un leader forte che guidi i negoziati con Donald Trump (Il Giornale).
Rocchi indagato per frode sportiva
Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è stato accusato di frode sportiva per aver presuntamente scelto arbitri “graditi” all’Inter. La sensazione è quella di procedere verso una “Calciopoli 2” che potrebbe portare i nerazzurri a vivere una punizione simile a quella vissuta dalla Juventus nel 2006 (La Verità).
Nello specifico, a Rocchi si contesta di aver “combinato” due designazioni dallo stadio di San Siro per favorire l’Inter. A questo si aggiunge l’episodio già valutato dalla giustizia sportiva, ovvero un intervento alla sala Var a Lissone per suggerire al videoarbitro di assegnare un calcio di rigore in Udinese-Parma. L’Aia, l’associazione arbitri, ha convocato d’urgenza il Comitato nazionale, ma il designatore ha risolto la questione presentando una autosospensione e aggiungendo di essere convinto di poter dimostrare la sua estraneità alle accuse (La Repubblica).
Leggi anche: Trump annulla il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan: “C’è troppa confusione tra i leader in Iran”
Seguite La Sintesi sui nostri social!
