Il Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, ha inviato una lettera al Governo e alla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, mettendo in guardia contro gli effetti della riforma delle intercettazioni varata tre anni fa. Secondo Melillo, le limitazioni introdotte all’articolo 270 del codice penale starebbero di fatto paralizzando importanti indagini. La lettera, però, datata al 20 aprile è emersa solo ora, scatenando la reazione delle opposizioni.
La reazione del governo e di Piantedosi
ll Movimento 5 Stelle e il Pd hanno attaccato duramente la presidente Colosimo. Accuse respinte da Sergio Rastrelli (FdI), che replica: ”Dal 20 aprile non ci sono state riunioni utili, i Cinque Stelle erano distratti”.Enrico Costa (FI) ricorda che la modifica dell’articolo 270 serve a ”bilanciare due valori costituzionali: il diritto dei singoli individui alla libertà ed alla segretezza delle loro comunicazioni e l’interesse pubblico a reprimere i reati perseguendo in giudizio coloro che delinquono”.
Ma la versione della maggioranza non è stato sufficiente a spegnere la polemica, sollevata da Melillo. Per questo, Piantedosi ha deciso di intervenire, definendo la segnalazione come ”importante e da approfondire”. Domani ci sarà, quindi, l’incontro a Napoli tra il Ministro dell’Interno e il procuratore antimafia per discutere la questione in merito.
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