Avrebbe atteso che il marito della 17enne uscisse di casa per aggredirla e violentarla, incurante che in casa fosse presente anche il figlio neonato della coppia. È questa l’accusa mossa nei confronti di un uomo di origine bengalese, individuato dalle forze dell’ordine e che sarà denunciato per violenza sessuale. L’aggressione si è verificata a Mestre, in provincia di Venezia, all’interno dell’abitazione in cui risiedono la giovane coppia e il loro coinquilino.
La violenza si sarebbe verificata nella serata del 9 maggio, subito dopo che il marito della presunta vittima si era allontanato dall’abitazione, lasciando sua moglie e suo figlio in compagnia del connazionale. Quest’ultimo avrebbe quindi approfittato del momento di solitudine per aggredire la giovane. La 17enne, non appena è riuscita a divincolarsi dall’ospite, ha contattato suo marito e gli ha raccontato quanto avvenuto.
L’uomo ha quindi immediatamente avvertito le forze dell’ordine ed è tornato a casa, dove in contemporanea era giunta una pattuglia dei carabinieri. Anche agli agenti la giovanissima ha raccontato la dinamica degli eventi, ancora profondamente turbata per la violenza subita. I militari hanno raccolto la sua testimonianza e hanno avviato le indagini nei confronti del presunto aggressore, che dovrà a sua volta dare la sua versione degli eventi.
Le accuse della Lega
Sul caso si sono espressi alcuni esponenti della Lega in Veneto, che hanno posto l’attenzione sull’origine dei protagonisti di questa vicenda e sulla possibile influenza dell’Islam in quanto avvenuto. Anna Cisint, già sindaca di Monfalcone, ha parlato di un “episodio inaccettabile” che ha avuto come protagonista “un’altra vittima dell’Islam radicale e probabilmente di un sistema marcio basato sull’ospitalità”, per poi aggiungere: “Una minorenne bengalese già con figli: mi chiedo, una sposa bambina?”.
Dura anche la reazione del capogruppo della Lega a Venezia, Alex Bazzaro, secondo cui la presenza di un ospite nell’abitazione della coppia potrebbe essere il segnale di “un mercato nero di subaffitti illegali e posti letto abusivi”. Inoltre, questo sistema sarebbe ancora più pericoloso per le donne che ne sono coinvolte “che vengono doppiamente svendute: prima come sposa e madre a soli 17 anni, poi in pasto agli ‘ospiti’ abusivi”. Un sistema su cui però al momento non vi sono corrispondenze con il caso denunciato ai carabinieri di Mestre.
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