lunedì 25 Maggio 2026

Zelensky: “Colpito il quartier generale dei Servizi russi nel Kherson. Un centinaio tra morti e feriti”

Il leader ucraino ha rivendicato l'attacco che ha distrutto un sistema di difesa aerea di Mosca. Dal Cremlino non è giunta alcuna conferma dell'attacco e delle sue conseguenze

Da Laura Laurenzi
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Avrebbe provocato un centinaio tra uccisi e feriti l’attacco sferrato dal Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sbu) nei confronti del quartier generale del Servizio federale per la sicurezza russo (Fsb). Il raid è stato rivendicato dal presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha confermato la distruzione di un sistema di difesa aerea Pantsir-S1 nel territorio temporaneamente occupato dell’Ucraina, nel villaggio di Genicheska Hirka, nella regione di Kherson.

Rendendo pubblici i dettagli di questa operazione, Zelensky ha chiarito che l’obiettivo resta quello di costringere la Russia a porre fine alla guerra che prosegue ormai dal 2022. “Le sanzioni ucraine a media e lunga distanza continueranno a funzionare”, ha concluso il leader di Kiev facendo riferimento ai missili utilizzati per il bombardamento. Al momento non sono giunte conferme dal Cremlino sull’attacco, per cui non vi sono certezze sul reale numero di persone coinvolte nel raid.

I motivi dell’attacco

Questo attacco si è verificato a soli tre giorni di distanza dal raid scagliato da Kiev contro le regioni di Mosca e Belgorod. Una pioggia di circa 600 tra droni e missili si è riversata sul territorio gestito dal Cremlino, provocando la morte di quattro persone. Circa 550 missili sono stati intercettati dall’aviazione russa, che però non è riuscita a fermare del tutto il radi. In quell’occasione, Zelensky aveva rivendicato l’aggressione sostenendo che si trattasse di una rappresaglia per i bombardamenti avvenuti pochi giorni prima a danno dell’Ucraina.

Le tensioni tra i due Paesi non accennano a fermarsi e i negoziati sembrano un lontano ricordo. La testata Ukrinform ha annunciato che l’Sbu è impegnato insieme ad altre forze di difesa dell’Ucraina per rafforzare le misure di sicurezza nelle regioni settentrionali del Paese, ovvero nei territori confinanti con Russia e Bielorussia. Si tratterebbe di un dispiegamento senza precedenti coordinato dal centro antiterrorismo dello Sbu e che comprenderà anche la Polizia nazionale, le Forze armate, la Guardia nazionale e il Servizio di frontiera statale.

L’obiettivo è quello di controllare i confini del Paese per evitare infiltrazioni nemiche nelle zone di confine, atti di sabotaggio e terrorismo, attività sovversive e di ricognizione e altri crimini di guerra. A tal fine sono previsti anche controlli rafforzati sulla popolazione, controlli dei documenti e dell’identità dei cittadini per evitare che spie o cellule del Cremlino possano entrare nel Paese.

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