Mentre i negoziati con l’Iran sono fermi in un’impasse la cui conclusione sembra lontana, negli Stati Uniti si è riacceso l’interesse per il fianco sud. Le forze armate Usa hanno annunciato lo schieramento nei Caraibi della portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz e del suo gruppo d’attacco. Una dichiarazione che coincide con l’intensificarsi della campagna di pressione dell’amministrazione di Donald Trump su Cuba.
La notizia è stata resa pubblica da un messaggio del Comando Meridionale degli Stati Uniti (USSO), responsabile delle operazioni in America Latina, escluso il Messico. “Benvenuta nei Caraibi, Gruppo d’attacco della portaerei Nimitz!”, è la dichiarazione che ha riacceso le preoccupazioni per una possibile escalation di tensioni tra Washington e L’Avana a seguito delle minacce pronunciate dal tycoon a inizio anno. Dopo l’arresto del leader del Venezuela, Nicolas Maduro, il presidente Usa aveva promesso azioni simili in altri Stati del Centro America, compresa Cuba.
Lo schieramento della USS Nimitz potrebbe quindi indicare l’inizio di un’operazione più ampia per il controllo del Paese. Va ricordato che nei mesi scorsi gli Stati Uniti avevano già inviato una portaerei nel mar dei Caraibi. Si tratta della USS Gerald Ford, che ora è invece impegnata sul fronte meridionale. In questi mesi, però, i rapporti tra i due Paesi hanno continuato ad inasprirsi.
La strategia degli Usa
Gli Stati Uniti stanno negoziando da mesi il blocco petrolifero imposto a Cuba. Il governo statunitense ha anche formalmente accusato l’ex presidente Raul Castro, fratello di Fidel, di essere responsabile della morte di quattro aviatori statunitensi deceduti nel 1996. I piloti hanno perso la vita dopo l’abbattimento di due aerei civili appartenenti al gruppo di esuli “Fratelli del Soccorso” con sede a Miami.
Sia l’accusa a Castro che il dispiegamento di nuove forze militari ai confini di Cuba sarebbero una sorta di prova di forza per Trump. A spiegarlo sono fonti a lui vicine interpellate dal New York Times. Sembra quindi che la Nimitz non sarà utilizzata come piattaforma per una possibile operazione militare nei confronti di Cuba.
La posizione di Cuba e il sostegno della Russia
Intanto, il Paese del Centro America continua a ricevere un forte sostegno dalla Russia. Nella giornata di oggi, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato che L’Avana è stata informata sugli aspetti e sulle modalità di assistenza che Mosca intende fornire al Paese. “Condanniamo fermamente qualsiasi tentativo di interferire gravemente negli affari interni dello Stato sovrano, di intimidire e di utilizzare misure restrittive unilaterali, minacce e ricatti“, ha dichiarato in riferimento alle minacce e alle pressioni statunitensi.
Ernesto Soberon Guzman, ambasciatore cubano alle Nazioni Unite, ha invece chiarito che il suo Paese è pronto a discutere con gli Stati Uniti, anche se le minacce del tycoon non serviranno a rendere il dialogo tra le due Nazioni più semplice. “Cuba non è pronta a prendere lezioni di democrazia da Washington”, ha messo in chiaro, aggiungendo che la popolazione è ben consapevole che gran parte delle sue difficoltà sono legate all’embargo imposto al Paese dagli Stati Uniti.
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