lunedì 25 Maggio 2026
Epstein

Caso Epstein: il Regno Unito indaga sul principe Andrea. Perché in Italia tutto tace?

Londra apre un nuovo fronte sull’affaire del criminale americano mentre nel nostro Paese il dibattito resta fermo. Piccolotti (Avs): “Bisogna fare chiarezza”

Da Alessio Matta
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Il caso Jeffrey Epstein torna a scuotere la politica e la monarchia britannica. La polizia della Thames Valley ha annunciato un’indagine “approfondita” su Andrew Mountbatten-Windsor, il principe Andrea, fratello di re Carlo III, già travolto negli anni scorsi dallo scandalo legato al finanziere americano morto in carcere nel 2019.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, gli accertamenti riguardano presunti abusi sessuali, corruzione, frode e possibile divulgazione di informazioni riservate. Gli agenti hanno invitato eventuali testimoni o persone in possesso di informazioni a farsi avanti. Andrea ha negato ogni accusa.

L’inchiesta britannica

La polizia della Thames Valley ha spiegato di stare analizzando “una serie di aspetti di presunta cattiva condotta” emersi dopo la pubblicazione dei documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense sul caso Epstein. Gli investigatori avrebbero già ascoltato diversi testimoni e stanno esaminando una grande quantità di materiale.

Tra gli elementi sotto esame ci sarebbe anche il sospetto che, durante il periodo da inviato commerciale britannico, Andrea abbia condiviso informazioni riservate con Epstein. Inoltre gli agenti stanno verificando alcune segnalazioni relative a una donna che sarebbe stata portata nel 2010 in una residenza di Windsor “a scopo sessuale”.

Il vice capo della polizia Oliver Wright ha definito l’indagine “complessa”, assicurando che tutte le piste saranno seguite “ovunque conducano”. Gli investigatori hanno anche contattato i legali della donna coinvolta nelle segnalazioni, promettendo attenzione e tutela nel caso decidesse di collaborare.

Piccolotti (Avs): “Adesso serve una Commissione d’Inchiesta”

Mentre nel Regno Unito la vicenda torna al centro del dibattito pubblico, in Italia il tema resta quasi assente dal confronto politico. Eppure, secondo alcune ricostruzioni contenute nei documenti e nelle inchieste legate ai cosiddetti “Epstein Files”, emergerebbero riferimenti anche al nostro Paese.

A sollevare il caso è stata Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha chiesto maggiore attenzione sulle possibili connessioni italiane. La deputata parla di “una cortina di silenzio” calata sulla vicenda, nonostante i riferimenti a presunti tentativi di influenzare la politica italiana e ai rapporti con ambienti dei servizi segreti. Piccolotti ricorda che Avs ha depositato interrogazioni parlamentari e una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta. “Nessuna risposta”, denuncia la parlamentare, che annuncia anche un incontro pubblico a Roma dedicato al caso Epstein.

“Nel resto del mondo il caso Epstein continua ad animare il dibattito pubblico, nel nostro Paese è scesa una cortina di silenzio”, afferma Piccolotti. “Ci sono nomi italiani tra coloro che partecipavano alle feste di Epstein, ci sono riferimenti a tentativi di condizionare la vita politica dell’Italia attraverso il sostegno alla Lega di Salvini. Eppure è come se ciò che emerge non ci riguardasse”.

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