lunedì 25 Maggio 2026

Pregliasco: “Non esiste un vaccino per l’Ebola, Italia a rischio”

L’infettivologo invita alla prudenza dopo l’aumento dei contagi in Congo: “Serve preparazione, ma niente panico”

Da Alessio Matta
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L’aumento dei casi di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo accende l’attenzione della comunità internazionale. A lanciare l’allarme è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano, che invita però a evitare paure fuori controllo.

“L’aumento dei casi di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo merita grande attenzione da parte della comunità internazionale, ma senza creare allarmismi ingiustificati”, spiega Pregliasco in una nota. Il virologo ricorda che “Ebola è una malattia grave, con una mortalità elevata”, ma sottolinea anche le differenze rispetto al Covid. “Non si trasmette facilmente per via aerea, bensì attraverso il contatto diretto con fluidi biologici di persone sintomatiche”. Secondo l’esperto, il rischio per l’Europa e per l’Italia “resta basso”, anche se in un mondo sempre più connesso “nessun Paese può considerarsi completamente isolato”. Per questo, aggiunge, è necessario rafforzare “sorveglianza sanitaria, tracciamento dei casi sospetti, controlli e capacità di isolamento ospedaliero”.

Pregliasco evidenzia poi uno degli aspetti più delicati dell’emergenza: “Il ceppo Bundibugyo attualmente coinvolto non dispone ancora di un vaccino specifico approvato, e questo rappresenta un elemento di criticità”. Nonostante il quadro delicato, il medico invita a guardare anche ai progressi fatti negli ultimi anni. “Rispetto al passato, disponiamo di sistemi sanitari più preparati, protocolli di bio-contenimento avanzati e maggiore esperienza nella gestione delle emergenze infettive”.

 

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