lunedì 25 Maggio 2026

“Disarmare l’IA oggi per restare umani domani”: Leone XIV contro i padroni degli algoritmi

La prima enciclica del Papa mette in guardia dai rischi della tecnologia e rilancia dialogo, pace e centralità della persona

Da Alessio Matta
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L’intelligenza artificiale come grande sfida del nostro tempo. Non solo sul piano tecnologico, ma anche umano, etico e spirituale. È il cuore della prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, documento di 231 pagine firmato il 15 maggio in Vaticano e dedicato “alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.

Il Pontefice sceglie un tono diretto e lancia un richiamo netto: “Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani”. Un messaggio rivolto non solo ai cattolici, ma “a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”.

L’enciclica affronta il rapporto tra tecnologia, politica e società partendo dalla Dottrina sociale della Chiesa. Per Leone XIV la rivoluzione digitale non può diventare un nuovo strumento di dominio. Per questo invita a “disarmare l’Ia”, sottraendola “alla logica della competizione militare, economica e cognitiva” e ai monopoli capaci di concentrare potere e controllo. Nel testo il Papa critica anche l’idea della “guerra giusta” e rilancia il valore del dialogo e del multilateralismo. “Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa”, scrive.

L’immagine usata dal Pontefice è quella della Torre di Babele. “La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”. Nella conclusione dell’enciclica arriva poi un appello rivolto ai governi, alle imprese e ai cittadini. “Non temiamo di sporcarci le mani nel cantiere del nostro tempo”, scrive Leone XIV, chiedendo di mettere “l’essere umano al centro delle nostre scelte”. Un invito che passa anche dalla difesa dei più fragili: “I poveri, i malati, i migranti, i piccoli” devono diventare “testata d’angolo” di una società nuova.

Per il Papa il rischio non è la tecnologia in sé, ma un mondo che smette di riconoscere il valore della persona. E avverte: “Nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore” la dignità dell’essere umano.

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