Fratelli d’Italia vuole portare a casa qualche soddisfazione. Punta tutto sulla riforma della legge elettorale, che non convince neanche gli alleati di maggioranza. “Non è prioritario”, il verdetto dell’opposizione. Effettivamente, in un contesto di instabilità internazionale e potenziale recessione economica, cambiare le modalità di voto non scuote particolarmente l’opinione pubblica. E di questo avviso non è una figura qualunque, ma lo stesso presidente della Camera Lorenzo Fontana che afferma: “Penso che ai cittadini interessi relativamente”. Poi recupera: “Ma è fondamentale per il Paese”.
Sono una decina le audizioni richieste dal fronte progressista per la discussione. L’ipotesi del presidente della Commissione Nazario Pagano, in quota Forza Italia, è quella di avviare un primo round di confronto mercoledì 3 giugno. Ma che l’opposizione non sia per nulla convinta di aprire un varco all’esecutivo, se n’è accordo anche il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Il confronto
Martedì 26 maggio La Russa ha invitato a pranzo i capigruppo di maggioranza e opposizione. Le fonti sostengono che il clima fosse “gelido”. Tra i primi a intervenire sarebbe stato Peppe De Cristofaro per Sinistra Italiana, che avrebbe affermato assertivo: “Non esiste che raccogli oggi in Senato le volontà delle opposizioni sulla legge elettorale, mentre il testo è stato appena depositato alla Camera. C’è ancora il bicameralismo in questo Paese”.
Ma il pressing sulla legge elettorale potrebbe avere un’altra matrice: consentire al Governo di andare al voto anticipato già in estate, entro il prossimo autunno. Possibilità che vede concretezza in quanto sostenuto da Filiberto Zaratti (Avs), che l’ha detto chiaramente, e che è stata smentita da Giovanni Donzelli (FdI): “In realtà l’opposizione ha il terrore di tornare alle urne. Noi però la legge elettorale la facciamo per il bene degli italiani e non per interesse di partito”.
Buone intenzioni che non convincono il campo largo. Francesco Boccia (Pd) vede nel testo un “antifurto per far scappare gli elettori”, mentre il senatore dem Dario Franceschini conferma che l’opposizione si opporrà “con nettezza e chiarezza”. E non è da meno il leader pentastellato Giuseppe Conte, che afferma: “La maggioranza in scadenza cerca di acconciarsi una legge per perpetuare il potere e rimanere sulle poltrone”.
Il nodo delle preferenze
Questione nevralgica sulla legge elettorale. Dall’alba della nascita di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha sempre chiesto espressamente l’introduzione delle preferenze. Le strizza un occhio il segretario di Noi Moderati Maurizio Lupi, che intende reintrodurle, ma – al contrario – non arriva nessuna apertura in tal senso dalla Lega. “Non vogliamo le preferenze nel modo più assoluto”, sentenzia infatti Gian Marco Centinaio.
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