Dopo una notte accampato in tenda nella sede nazionale di Più Europa, il presidente Matteo Hallissey ha annunciato la sospensione dell’occupazione, ma senza fare alcun passo indietro sulla richiesta mossa al segretario Riccardo Magi: convocare rapidamente l’assemblea nazionale, eleggere il nuovo presidente dell’organismo e aprire la strada a un congresso anticipato.
La protesta contro Magi
L’occupazione della sede di via Nazionale è stata guidata da Hallissey assieme all’ex segretario Benedetto Della Vedova che, dopo una serie di votazioni che hanno indebolito la segreteria di Riccardo Magi, vogliono ridisegnare gli equilibri interni del partito.
“Alla penultima assemblea la mozione presentata dal segretario è stata bocciata con 53 voti, mentre è stata approvata la mozione che chiedeva l’azzeramento della segreteria e un nuovo congresso”, ha spiegato Della Vedova.
Hallissey rivendica una nuova maggioranza interna: “Abbiamo portato queste magliette che recitano ‘siamo più di 51’ perché siamo la nuova maggioranza del partito”.
Le divergenze sullo statuto
Per Magi, però, le pretese degli oppositori non trovano sostegno nelle regole statutarie. “Si può andare a congresso anticipato solo se la richiesta è votata dai due terzi”, ha dichiarato durante il confronto nella sede occupata.
Hallissey e Della Vedova, d’altro canto, sostengono che il collegio di garanzia avrebbe riconosciuto la possibilità di arrivare comunque a un congresso anticipato.
Lo scontro ha riguardato anche il bilancio del partito, che la nuova maggioranza avrebbe bocciato anche, secondo Hallissey, per chiedere e ottenere l’elezione di un nuovo presidente di assemblea. Fatto, questo, che ha irritato molto Magi, che ritiene che una simile mossa possa mettere in difficoltà il partito anche nella raccolta del due per mille.
La partita sulle alleanze
La vera posta in gioco, però, sembra essere un’altra. La frattura riguarda il posizionamento di Più Europa in vista delle prossime elezioni politiche.
Magi non ha mai fatto mistero di voler mantenere il partito nell’area del centrosinistra e del cosiddetto campo progressista. Per questo accusa i suoi oppositori di voler riportare Più Europa verso un nuovo progetto centrista. “Il vero punto politico è che c’è un misero gioco di potere che prova a forzare le regole per portare Più Europa in un ‘terzo polo’ che non esiste”, ha dichiarato il segretario. E ancora: “Qual è la linea politica alternativa che questo gruppo vuole tenere insieme? Non è dato saperlo, perché non c’è discussione politica. C’è solo micro-scontro di potere un po’ misero”.
Ma questo micro-scontro, in un partito tanto piccolo quanto decisivo negli equilibri dell’opposizione, potrebbe avere ricadute che vanno ben oltre la segreteria di via Nazionale.
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